La Fenice, corteo delle maestranze a Venezia contro la nomina di Beatrice Venezi

Tra applausi, bandiere e interventi dei colleghi dei teatri italiani, è iniziata nel primo pomeriggio di lunedì 10 novembre, con un vespro di Monteverdi suonato davanti la gradinata storica della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, la manifestazione di protesta dei lavoratori del Teatro La Fenice contro la nomina a direttrice musicale di Beatrice Venezi. Centinaia di persone si sono mosse in corteo ordinato verso Campo San Fantin, sede della Fenice. Presenti anche lavoratori dei teatri alla Scala di Milano, Regio di Torino, Comunale di Bologna, Arena di Verona e Verdi di Trieste.

“Un passo dopo l’altro abbiamo scelto di esserci e far sentire la nostra voce. Siamo qui perché crediamo nel valore del dialogo, della trasparenza, del rispetto e perché questi valori sono stati traditi”, ha dichiarato Emiliano Esposito, artista del coro del Teatro La Fenice, poco prima del via del corteo dei lavoratori dalla stazione ferroviaria di Venezia. La nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale “è arrivata senza ascolto – ha continuato – e nonostante il sovrintendente ci avesse assicurato che prima ci sarebbe stato un confronto. Una promessa che ha tradito. Quando si parla del futuro del teatro, non si può escludere chi il teatro lo fa vivere”.

La mobilitazione si inserisce in un clima di proteste che dura dalla fine di settembre: dai volantini distribuiti in platea alla lettura dei comunicati sindacali prima degli spettacoli, dallo sciopero che ha sospeso la prima rappresentazione di Wozzeck di Alban Berg il 17 ottobre a un concerto gratuito in piazza. La scorso settimana gli orchestrali si erano già fatti notare con un’azione simbolica imbavagliati davanti al teatro per denunciare la mancanza di dialogo e trasparenza. “Lo ripetiamo ancora più forte oggi: no. Ricordo a tutti che qui nessuno dorme”, ha detto una partecipante alla manifestazione insieme alla Rsu e alle organizzazioni sindacali.

Teatro Fenice, musicisti in corteo contro la nomina di Venezi: “Qui nessuno dorme”

“I lavoratori della Fenice hanno respinto la nomina per una palese questione di merito, di esperienza e di qualifiche acquisite che, per chi deve apprestarsi a dirigere un’importantissima fondazione italiana come La Fenice, è chiaro che debbano essere di altissimo livello. Tutti noi sosteniamo una modalità di nomina condivisa preventivamente con le maestranze. Siamo speranzosi che si riapra un dialogo su questa nomina”, ha affermato un’altra manifestante.

“Vogliamo ricordare che la Fenice vive grazie a chi la costruisce ogni giorno con il proprio lavoro, la propria arte e la propria passione. La nostra voce continuerà a farsi sentire finché trasparenza, dialogo e meritocrazia torneranno al centro della vita del teatro”, hanno aggiunto le maestranze. Intanto, La Fenice si appresta a inaugurare la nuova stagione lirica il 20 novembre con la prima di La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart, con la direzione del maestro Ivor Bolton e la regia Paul Curran.

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