Lorella Cuccarini fa 60. I figli, il successo, e quel no alla Dc

Genetica, volontà di ferro, nemica giurata dei carboidrati, Lorella Cuccarini ha il fisico che aveva a 20 anni. Il 10 agosto ne compie sessanta, è più bella di quando ne aveva quaranta. Due anni fa, al Festival di Sanremo, quando alle prove del balletto La notte vola per il duetto con Olly, cadde dai sandali tacco dieci e si rialzò come una molla, scattò l’applauso dei tecnici.

Wonder woman, quattro figli, sposata da 35 anni con Silvio Capitta (in arte Testi), l’impegno ad Amici, “la più amata dagli italiani”, notata di Pippo Baudo a una convention per una marca di gelati, è stata l’ultima protagonista dei varietà da ricordare. Dopo la prima apparizione a Fantastico c’era una folla sotto la sua casa, a Roma, a Viale Marconi. Era nata una stella.

Pippo la sceglie tra un gruppo di giovanissime, Lorella gambelunghe si presenta al colloquio con la madre Maria, donna forte e speciale, scomparsa a 65 anni nel 2002, per un ictus. «Mamma lavorava, c’erano pochi soldi» ha raccontato Lorella in un’intervista a Repubblica. «Avevo la tessera dell’autobus – intera rete – a 12 anni, consegnavo i vestiti che mia madre cuciva. Nonostante le difficoltà non mi ha mai detto “lavora, che abbiamo bisogno”, ha assecondato la mia passione. Avevo la scuola di danza, ore alla sbarra, la palestra, la disciplina mi ha formato il carattere. Ho avuto tempo per sciogliermi, davo sempre l’aria di essere troppo perfetta, ho quel tipo di imprinting».

Cuccarini è una secchiona, innamorata del palcoscenico, perfezionista: ore in sala prove, una tenacia incredibile. Nel 1993 è al festival di Sanremo nel ruolo di co-conduttrice, e nel 1995 da concorrente. «Ma la prima volta» ci ha raccontato «è stata nell’87 sempre con Pippo: quell’anno al Palarock ero ballerina. Nel 1995 c’era un cast pazzesco – Fiorello, Giorgia, Gianni Morandi. Andai senza aspettative, con una canzone scritta da mio marito Silvio. Nella mia serata sono arrivata terza e nella classifica generale, decima. Per me era come aver vinto il festival». Cantò due volte. «Ricordo la barba rassicurante di Beppe Vessicchio sul palco: usciamo distrutti e andiamo al ristorante. Arriva il piatto e anche la telefonata, Beppe mi fa: “Devi ricantare, c’è stato un problema col segnale, il tuo pezzo non è stato sentito in mezza Italia”. Panico. Mentre entravo in teatro, incrociamo Morandi: “Cuccari’, hai tutte le fortune, fai il bis”. “Per te è una fortuna, per me una iattura”».

Baudo è stato il suo mentore, le ha insegnato tutto: «La grandezza di Pippo non è solo nelle cose che ha fatto. Ho avuto la fortuna di vederlo al lavoro, ti insegna a tenere gli occhi aperti su tutto. Dice che il segreto è non accontentarsi mai e rimanere sé stessi: umili. Non ho mai pensato di costruire un personaggio, mi ha aiutato a tirare fuori quello che ero. Mai avere paura di mostrarsi per quello che si è.

A 20 anni senti di non essere all’altezza, io poi ero una ragazza semplice». Si è definita una mamma “gioiosa”, è cresciuta con il pudore dei sentimenti («poche manifestazioni di affetto vere, ero io che mi infilavo nel letto con mamma o l’abbracciavo. Però l’amore l’ho sempre sentito, tornavo dagli allenamenti tardi, c’era la minestra calda sul fuoco e lei alla macchina da cucire che lavorava»).

Quando sua figlia Chiara ha detto che avrebbe potuto innamorarsi anche di una ragazza e l’ha appoggiata, ha fatto scalpore. «La cosa che mi ha colpito è che sia sembrata sconvolgente la mia reazione. Poi ci sono situazioni difficili, ma non posso pensare che un genitore non abbracci un pensiero di libertà. I miei figli sono nati liberi e Chiara dice quello che pensa e che prova. Io la amo e sono con lei, una madre vuole i figli felici. Il valore più grande è la famiglia».

La Dc voleva candidarla, Playboy voleva spogliarla, per Silvio Berlusconi aveva poche tette («Lo dichiarò lui in un’intervista, in effetti su Canale 5 erano tutte prosperose»), lei è andata dritta per la sua strada. Tv, teatro: Grease, Rapunzel in cui era la strega cattiva che affascinava i ragazzi («Basta con questa storia che sono buona. Mio figlio era arrabbiato perché ha visto che i suoi coetanei mi guardavano le gambe, si figuri un po’…»), poi la commedia musicale che amava da bambina, Aggiungi un posto a tavola.

Gambe leggendarie, lei ci rideva su: «Portavo body scosciati, mi sapevo muovere; il gioco era quello. Mi vedo meglio oggi, prima ero una pupattola. La bellezza è un modo di esprimersi, uno scrittore la esprime scrivendo, un cantante attraverso la musica, il campione nel gesto atletico. Se mi fossi sentita bella avrei partecipato a Miss Italia. Il mio idolo era la Carrà, così moderna».

Ha detto no alla Dc e anche a Playboy, lo ha ricordato divertita a Repubblica in occasione dei 50 anni: «Erano i primi anni 90, mi offrirono 80 milioni di lire per posare nuda, dissi di no. Non riesco a mettermi in topless su un’isola deserta, sola con me stessa…».
Auguri.

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