“Lanterns”, la nuova serie tra supereroi e sceriffi. Aaron Pierre: “Siamo tutti alieni per altri”

“La lanterna verde” è uno dei fumetti più longevi del mondo DC Comics. Dal 1940, quando è stato creato il primo personaggio Alan Scott fino all’ottava incarnazione Sojourner Mullein, creata nel 2020, sono passati ottant’anni. Di queste otto Lanterne verdi la serie Lanterns – su Hbo Max – rende protagonisti Hal Jordan (interpretato da Kyle Chandler) e la nuova recluta John Stewart (Aaron Pierre), coinvolti in un oscuro mistero terrestre, mentre indagano su un omicidio nel cuore degli Stati Uniti.

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“C’è una ragione per cui il mondo della lanterna verde è stato esplorato e raccontato per tutto questo tempo – dice Aaron Pierre che rivedremo nello stesso ruolo anche nel prossimo Superman di James Gunn, Man of Tomorrow – è la quantità infinita di possibilità di esplorare questo mondo che ha funzionato nel passato e sono convinto che lo farà ancora nel futuro. Le lanterne sono una componente del DC Comics di cui sono orgoglioso di far parte”.

Creata da Chris Mundy, Damon Lindelof e Tom King la nuova serie in otto episodi prende l’avvio nel 1996 con un John ragazzino, cresciuto nel mito di Lanterna e con un padre militare severo e rigido. Lo ritroviamo vent’anni dopo, da due mesi si addestra per diventare una lanterna ma ancora non ha indossato una volta l’anello, è frustrato ma il suo battesimo è di fuoco: Hal glielo lascia sul cruscotto mentre lui si butta di un’auto in corsa che sta per precipitare in un burrone e gli dà appuntamento a un chiosco di tacos. La nuova recluta John e la leggenda delle Lanterne Hal, poliziotti che mantengono l’ordine intergalattico grazie a un anello magico conferitogli da un gruppo di alieni blu, i Guardiani dell’Universo, si trovano a dover gestire un caso complesso in una cittadina del Nebraska, Rushville.

“Lanterns”, la serie DC Comics arriva su Hbo Max – trailer

La serie mescola i generi: fantascienza certo ma con moderazione, molto poliziesco e diversi momenti di comicità come quando John incontra per la prima volta Earl, la pianta carnivora di Hal, quando l’anello finisce la ricarica e fa cascare Hal col sedere sull’asfalto. Ma sono soprattutto le dinamiche da “buddy movie” tra i due che danno leggerezza a una serie che parla di alieni, complotti e cowboy di ultradestra trincerati in un ranch iper militarizzato. Jordan nella serie pronuncia una frase iconica: “siamo tutti alieni, dipende da qual è il mondo da cui veniamo”. E sebbene la serie sia stata scritta prima dell’amministrazione Trump la battuta risuona particolarmente attuale. “È una battuta fenomenale, tutto il merito è ovviamente degli autori – commenta Aaron Pierre – ma è stata una gioia per me pronunciare quella frase. Ricorda a tutti che nessuno è sopra e nessuno è sotto, apparteniamo tutti allo stesso livello. Siamo tutti nella stessa arena e che dobbiamo fare di tutto per vivere in pace, gioia e armonia”.

È chiaro che la dinamica di comica rivalità ha contagiato anche i protagonisti. Incontrandoli chiediamo loro quale sia stata la sfida più difficile. “Lavorare con Aaron, non c’è dubbio, un’esperienza infelice” risponde Chandler scherzando. E Aaron gli ribatte: “È stato così difficile, veramente dura”. Il mix di toni è una chiave interessante del racconto. “Leggendo la sceneggiatura mi sono reso subito conto che c’era un po’ di tutto – ha detto Chandler – e non è affatto semplice riuscire a mescolare generi e atmosfere così diverse, anche perché non sai mai – fino alla fine dell’ultima parte di montaggio – se la cosa funziona oppure no. Il tono in un racconto è tutto, non è facile farlo funzionare quando hai così tanto materiale diverso ma speriamo di esserci riusciti”.

In questa dinamica di coppia si inserisce la sceriffa Kerry Kane, che cerca di risolvere il caso come una normale indagine locale, e ha il volto di Kelly Macdonald (Trainspotting, Non è un paese per vecchi, Boardwalk Empire). Per incarnarla aveva in mente due modelli “non direi che abbia proprio preso ispirazione ma avevo due donne sceriffo in testa: quella interpretata da Frances McDormand in Fargo e Kate Winslet di Omicidio a Easttown. Fin dall’inizio avevo loro in mente ma poi ho cercato di non pensarci troppo”. Per l’attrice scozzese questa serie anche se parla di supereroi “è assolutamente basata a terra, non vola per aria, ha una spina dorsale molto terrestre. Dialoga con la realtà e crea una connessione forte con lo spettatore perché se il pubblico fin da subito vedesse i protagonisti sparare con armi intergalattiche o volare nel cielo sarebbe meno coinvolto, quando poi questo accade. Mentre quando c’è una scena fantascientifica lo spettatore si ricorda che si tratta di una serie di supereroi, in questo universo dei DC Comics. Ho amato moltissimo la gag del chiosco di tacos del primo episodio, tutti sanno chi è Hal Jordan e il suo livello di popolarità è anche un tema interessante”.

Il finale del primo episodio è un colpo di scena che proietta i personaggi dieci anni dopo, nel 2026 e riguarda in particolare il ruolo di Hal Jordan. Per Chandler com’è stato capire cosa sarebbe accaduto al suo personaggio? “Quando ho letto quella pagina l’ho amata. Assolutamente ho pensato fosse perfetto”.

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