Estate 2026, il vino si beve al mare

L’enoturismo entra nella vacanza balneare. Secondo il rapporto “Gli italiani e le esperienze enoturistiche”, curato da Roberta Garibaldi con Ascovilo e The Data Appeal Company, le mete del vino più desiderate dagli italiani sono Cinque Terre e Salento, entrambe al 20%, seguite dal Chianti (19%), dalla Costiera Amalfitana e dall’Etna (18%). Quattro delle prime cinque sono costiere o vicine al mare.

La platea del turismo enogastronomico è stimata in 18 milioni di italiani, 4,5 milioni in più rispetto al 2024. E cambia il criterio di scelta: nella selezione della singola cantina la bellezza del paesaggio rurale pesa per il 73%, davanti al rapporto qualità-prezzo (72%) e alla prossimità (63%). Qualità e notorietà dei vini si fermano al 60%.

Cresce il consumo esperienziale: le degustazioni in cantina hanno coinvolto il 64% dei turisti contro il 49% del 2024, le visite sono passate dal 32% al 46%. Il 16% ha partecipato a una degustazione al tramonto tra i vigneti, il 10% a una cena a lume di candela tra i filari.

Il conto economico premia l’integrazione: ogni presenza enogastronomica genera 151,7 euro di valore aggiunto contro i 128,2 del turismo esclusivamente balneare, il 18% in più. Restano i nodi. Il prezzo è la prima barriera alla visita (63%), seguito dalla mancanza di informazioni chiare su orari e costi (58%). E il sentiment digitale, guidato da Langhe-Barolo con 89,7 punti su 100, si abbassa proprio in agosto, il mese di maggiore affluenza.

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