Tommaso Paradiso colpito dal Toscana virus: “Mi ha punto un pappatacio”. Di che cosa si tratta
Il cantautore romano Tommaso Paradiso ha il ‘Toscana virus’. È stato costretto a rinunciare a due appuntamenti estivi a causa di un’infezione trasmessa dalla puntura di pappatacio. A raccontarlo è stato lo stesso artista attraverso i social, spiegando di essere ora in fase di recupero. “Una decina di giorni fa un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana virus. Sono in via di guarigione ma non ancora al massimo”, ha scritto sulle Instagram stories. Paradiso non potrà partecipare agli appuntamenti di ‘RTL Power Hits’ e ‘Radio Zeta Future Hits’. “Ci vediamo prestissimo, vi abbraccio”, ha scritto infine salutando i fan.
Cos’è il Toscana virus
Ma cos’è esattamente questo virus che ha allontanato l’artista dal palco e perché prende il nome d Toscana virus? “Il virus prende il nome dalla Toscana perché lì negli anni ’70 c’è stata la prima epidemia. Ora il virus è diffuso in tutta Italia”, spiega il professor Matteo Bassetti, direttore di infettivologia del policlinico San Matteo di Genova – . È trasmesso dalla puntura di un pappatacio, non c’entrano nulla le zanzare. Il virus può essere simile all’influenza ma può anche determinare un quadro molto impegnativo con meningite o un’encefalite. È il virus che noi cerchiamo quando persone si presentano con sintomi compatibili con una meningite. Non esiste un vaccino e non esiste una terapia per il virus Toscana”, conclude l’esperto.
Perché le zanzare pungono alcune persone più di altre
La trasmissione
A trasmettere il virus Toscana sono i flebotomi, in particolare il Phlebotomus perniciosus e il Phlebotomus perfiliewi. I pappataci sono piccoli insetti simili alle zanzare, caratterizzati da un volo silenzioso e da punture particolarmente fastidiose e irritanti. A differenza delle larve delle zanzare, quelle dei pappataci non si sviluppano in presenza di acqua, ma prediligono luoghi umidi e bui, come gli spazi sotto i cumuli di foglie e detriti, le pietre, il letame e le tane degli animali.
Il virus non è presente solo in Toscana ma anche in altri Paesi del Mediterraneo, tra cui Spagna, Portogallo, Francia, Croazia, Grecia, Cipro e Turchia. In alcune regioni italiane si sono verificate epidemie anche in anni recenti, generalmente meno gravi rispetto alle meningiti contratte in altri modi.
I sintomi
Il periodo di incubazione varia da pochi giorni a due settimane. Nella maggior parte dei casi l’infezione provoca una forma febbrile lieve e autolimitante oppure può decorrere senza sintomi. Nelle forme più gravi, invece, i disturbi compaiono improvvisamente e possono comprendere mal di testa, febbre, nausea, vomito e dolori muscolari. È stata inoltre segnalata la presenza di un eritema cutaneo maculo-papulare. Il virus Toscana può causare meningite e meningoencefalite. In media i sintomi durano circa sette giorni e il decorso si conclude generalmente con la guarigione.
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L’arma della prevenzione
Come ha ricordato Bassetti, non esiste una terapia specifica contro il virus Toscana. Il trattamento è sintomatologico e può prevedere riposo, reintegro idro-salino, antipiretici e antinfiammatori. Nei casi più gravi possono rendersi necessari il ricovero ospedaliero e cure specifiche. Non è disponibile neppure un vaccino. Le sole misure efficaci per prevenire l’infezione sono quindi quelle di protezione individuale, finalizzate a evitare le punture dei pappataci.
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