America’s Cup, Maria Giubilei: “Qui gareggio davanti ai miei e a bordo mi scappa il romanesco…”

Un ritorno nei luoghi della sua infanzia. Per Maria Giubilei la regata preliminare di Napoli è anche questo. Romana, una dei tre velisti della capitale a bordo dell’AC40 di Luna Rossa insieme a Marco Gradoni e Gianluigi Ugolini (l’altro è il fuoriclasse neozelandese Burling, tre America’s Cup in bacheca), ha parenti napoletani per parte di madre. La sua famiglia è arrivata da Roma per seguirla.

Maria, che effetto fa regatare nel golfo partenopeo?

“È uno spettacolo anche visto dalla barca. Oggi (sabato) la giornata era meravigliosa. Durante la regata c’è tensione, ma navigare sull’AC40 in questo scenario è stato bellissimo”.

Per lei è anche un ritorno in famiglia.

“Sì. Venivo a Napoli da bambina con i miei genitori, perché parte della famiglia di mia madre è di qui. Ero davvero piccola e ricordo poco di quelle visite. Sono tornata quest’estate per gli allenamenti ed è stato meraviglioso”.

Impossibile non chiederle se è scaramantica, a questo punto…

“Ho un braccialetto con un piccolo corno portafortuna che mi ha dato mia madre. Però, navigando con Luna Rossa, ho imparato a essere meno scaramantica. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, poi le cose vanno come devono andare”.

I suoi familiari sono venuti a vederla?

“Sono scesi tutti da Roma. A Napoli ormai ne sono rimasti pochi, ma la mia famiglia è tutta qui”.

Con tre romani a bordo, si parla anche un po’ in romano?

“Poco. Ogni volta che qualcuno comincia a parlare italiano, arriva subito: “English, English”. Altrimenti lasciamo Peter fuori dalla conversazione”.

Il campo di regata di Napoli quanto vi sta mettendo alla prova?

“È davvero difficile. Il vento cambia direzione e intensità e oggi abbiamo trovato condizioni che quest’estate avevamo incontrato poche volte. Su queste barche bisogna essere pronti a cambiare decisione anche all’ultimo secondo”.

L’unico napoletano del team, Federico Figlia di Granara, rimasto a terra, vi ha dato qualche consiglio?

“Sì, la sua presenza è molto importante”.

Avete conquistato 51 punti sui 60 disponibili. C’è qualcosa che potevate fare meglio?

“Abbiamo commesso qualche errore, ma fatto anche dei bei recuperi. Avevamo una barca veloce e siamo stati bravi nelle scelte quando c’era da tornare davanti. Siamo contenti della giornata”.

Domani ci sono le ultime due regate prima del match race. Pensate già alla finale?

“A Cagliari abbiamo imparato che può succedere di tutto. Pensiamo a fare due buone partenze e due buone prove per entrare nel match race finale. Poi vedremo”.

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