Tra bicicletta, passeggio e arte: c’è il cammino dei Vulcani
Due millenni per tracciarlo: la via Amerina, la via Clodia, la via Cassia, la via Francigena. Un secolo e mezzo per ramificarlo: i sentieri del Cai. Un paio di anni per progettarlo: collegando vie e sentieri, individuando un itinerario già esplorato, segnato e calpestato. Sei giorni per percorrerlo: ma anche meno, ma anche di più, dipende.Il Cammino dei Vulcani: da Oriolo Romano a Cerveteri, cioè da quel patrimonio Unesco della faggeta vetusta e depressa di Oriolo Romano fino a quell’altro patrimonio Unesco della necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri, o viceversa, partenza e arrivo raggiungibili anche in treno, 110 km da coprire in sei giorni, o a puntate, a tappe, a frammenti.
Un’idea di Fernanda Pessolano, un’iniziativa dell’associazione Ti con Zero, una guida pubblicata da Ediciclo. E un vulcano, un altro vulcano, ma stavolta di eventi nati e appuntamenti dati intorno al Cammino dei Vulcani, come la Festa del Turismo Lento, a Bracciano, la seconda edizione, da venerdì 9 a domenica 11 ottobre.La Tuscia viterbese e romana era terra di fuochi. La natura ci rivela ancora la sua genesi agitata e bollente. I laghi di origine vulcanica, come Monterosi e Martignano, come quello stesso di Bracciano, come anche nei crateri prosciugati e bonificati di Stracciacappe e Lagusiello, come nel cono di Rocca Romana. Le zone ancora attive, come la Caldara di Manziana. I tufi e i peperini, dovunque. Le acque termali, a Vicarello.
Un territorio spesso ignorato (Roma dista solo una quarantina di chilometri, e un tratto del percorso è compreso addirittura in un municipio, il quattordicesimo, della Capitale), eppure così ricco di storia e scienza. Ed è proprio la scienza al centro dell’attenzione per chi frequenta (anche per chi legge la guida) il Cammino dei Vulcani. Dal punto di vista geologico, ma anche da quello botanico, zoologico, ornitologico. Un gigantesco museo, ma vivo!, a cielo aperto. Un prezioso patrimonio da studiare e, allo stesso tempo, difendere.E questo territorio potrà essere vissuto, a piedi o a pedali, proprio durante la Festa del turismo lento.
Fra gli appuntamenti (il programma completo della manifestazione, con istruzioni e informazioni, al link (https://www.camminodeivulcani.it/index.php/2026/09/02/festa-del-turismo-lento-bracciano-2/), venerdì 9 ottobre, nell’Antica Monterano, ci sarà un’escursione notturna con partenza alle 21 con Guido Prola, ornitologo e naturalista; sabato 10 alle 9.30 nel territorio etrusco di Cerveteri e Ceri a cura di Giuseppe Trogu, guida Gae, e dell’associazione VivereEtruria; sabato 10 alle 11 ad Anguillara Sabazia nel Parco naturalistico-archeologico Acqua Claudia con il direttore Paolo Lorizzo; domenica 11 alle 9 nei boschi di Bracciano con Maurizio Morelli del Wwf; domenica 11 alle 9 nelle abbazie e negli antichi templi di Tolfa, a cura di ArcheoNatura. Quanto alla bici, domenica 11 alle 8.30 (partenza alle 9) la pedalata proposta da CiclisticaMente di Anguillara, 44 km, gravel o mountain bike; e domenica 11 la pedalata proposta dalla Fiab Biciliberatutti nel Parco di Veio e sul Monte Musino, 53 km, 770 metri di dislivello.
La Festa del turismo tento è un progetto di Ti con zero /Cammino dei Vulcani, condiviso con Gemal APS Gruppo Ecologico Micologico dell’Alto Lazio e realizzato con il contributo e il patrocinio del Comune di Bracciano. Gode della preziosa collaborazione del Museo civico di Bracciano, eccellenza della Regione Lazio, che promuove il patrimonio culturale con progetti che coinvolgono la comunità, valorizzando la ricchezza del sapere condiviso. Ha il patrocinio del Parco regionale naturale di Veio, Parco regionale naturale Marturanum, Consorzio del Lago di Bracciano e Università Agraria di Bracciano.
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