È morta Barbara Spinelli, giornalista ed europarlamentare. Fu tra i fondatori di Repubblica
Una vita tra giornalismo, Europa e impegno civile. È morta all’età di 80 anni Barbara Spinelli: giornalista, saggista ed ex europarlamentare, tra le voci più riconoscibili della sinistra italiana. A darne notizia è stata la famiglia, come riportato dal Fatto quotidiano, con il quale Spinelli collaborava dal 2016.
Nata il 31 maggio del 1946 a Roma, era figlia di Altiero Spinelli, antifascista, federalista europeo e tra i principali ispiratori del progetto di un’Europa unita, e di Ursula Hirschmann, politica antifascista tedesca anche lei sostenitrice del federalismo europeo. È stata tra i fondatori di Repubblica e dal 2014 al 2019 è stata eletta europarlamentare.
Gli invisibili dell’Europa
Dopo tre anni di lavoro di ricerca, sulla Jugoslavia e l’Europa dell’Est in particolare, all’Istituto Affari Internazionali di Roma, Barbara Spinelli ha iniziato la carriera da cronista nel 1972 nella redazione del Globo (di cui è stata corrispondente da Bruxelles tra il 1973 e il 1976), per poi passare a Repubblica nei giorni della sua fondazione. A metà degli anni Ottanta si è trasferita a Parigi come corrispondente, diventando poi inviata per il Corriere della Sera e in seguito editorialista per La Stampa. La capitale francese è stata per lei un osservatorio privilegiato sull’Europa e sui grandi cambiamenti politici che attraversavano il continente. Da corrispondente e poi da editorialista seguì la politica francese, le trasformazioni europee e gli equilibri internazionali, consolidando quella vocazione al giornalismo di analisi che avrebbe caratterizzato il resto della sua carriera. Dopo un altro passaggio a Repubblica come editorialista dal 2010, dal 2016 collaborava con il Fatto quotidiano.
I re dormienti d’Europa
Esperta di politica internazionale, al lavoro da giornalista ha affiancato l’impegno politico, ispirato sempre all’antifascismo e al pacifismo. Alle elezioni Europee del 2014, è stata tra i promotori principali della coalizione L’Altra Europa con Tsipras, con l’obiettivo di portare l’ex primo ministro greco Alexīs Tsipras alla presidenza della Commissione europea. È stata la prima degli eletti nella circoscrizione Italia centrale e in quella meridionale. Dopo un anno però abbandonò la formazione politica, che definì un «progetto fallito», rimanendo comunque al Parlamento europeo come indipendente all’interno del gruppo Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, portando avanti il proprio mandato fino alla conclusione nel 2019. La sua permanenza nelle istituzioni europee fu coerente con una convinzione che aveva accompagnato tutta la sua vita: l’Europa non come semplice somma di Stati, ma come progetto politico e istituzionale capace di incidere sulla storia del continente.
Barbara Spinelli: “L’Europa di cui abbiamo bisogno”
Saggista oltre che giornalista, ricordiamo alcune delle sue pubblicazioni, tra cui Presente e imperfetto della Germania orientale (il Mulino, 1972); Il sonno della memoria. L’Europa dei totalitarismi (Mondadori, 2001); Introduzione a Aleksandr Isaevič Solženicyn, Arcipelago Gulag (Mondadori, 2001); “Una parola ha detto Dio, due ne ho udite”. Lo splendore delle verità (Laterza, 2009); Moby Dick o l’ossessione del male (Morcelliana, 2010); Eredi. Ripensare i padri (Bur Rizzoli, 2012), La sovranità assente (Einaudi, 2014).
L’ultimo articolo pubblicato dal Fatto quotidiano risale al 10 marzo scorso ed era dedicato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il titolo, “Pure questa guerra si poteva evitare”, sintetizzava uno dei temi ricorrenti del suo pensiero: la critica alla logica della guerra e l’attenzione alle possibilità diplomatiche e politiche alternative ai conflitti armati.
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