Anthony Ippolito diventa Sylvester Stallone: “Ecco come è nato Rocky”
ROMA – Anthony Ippolito ha 27 anni e ha già incarnato due miti del cinema moderno: Al Pacino in The Offer, la serie dedicata alla saga del Padrino, e Sylvester Stallone in I play Rocky (Io sono Rocky), il film del premio Oscar Peter Farrelly (Green Book). Che racconta come un attore di serie B, che sbarcava il lunario girando film porno e strappando biglietti del cinema, è diventato una star mondiale grazie al film scritto in tre giorni e mezzo con una penna bic.
Origini italiane, gran parte dell’infanzia a New York, Ippolito è stato la prima e unica scelta del regista dopo il provino. Pensava fosse un esordiente assoluto quando gli hanno detto che era nella serie Hbo, Farrelly ha chiesto in che ruolo e ha scoperto che era totalmente scomparso dietro il personaggio di Al Pacino. Un lavoro simile anche per Stallone.
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L’attore ha preso 18 chili di muscoli, si è allenato duramente, ha visto tutti i film e i telefilm in cui Stallone ha recitato prima di Rocky, ha imparato a parlare “con le pietre in bocca” come Sly. Quando un mese prima di iniziare le riprese ha incontrato la star “si è mostrato entusiasta del film e anche gentile e generoso con me – ha raccontato Ippolito – Abbiamo avuto una discussione interessantissima sul rapporto con i produttori, come si era sentito un lupo solitario in tanti momenti con solo sua moglie Sasha nel suo angolo. Questa sua resistenza è quello che ha creato Rocky. Come Rocky non combatteva contro Apollo Creed, ma una battaglia personale con sé stesso, lo stesso ha fatto Stallone”.
Per Ippolito si parla insistentemente della nomination all’Oscar come miglior attore protagonista, intanto dalla Festa ha portato a casa il Premio Progressive alla Carriera.
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