A Lucca Comics trionfano Ortolani e Schrauwen, premio alla carriera a Go Nagai
«Non è scontato che qualcuno mi dia un premio». Leo Ortolani accoglie così lo Yellow Kid come autore dell’anno: con la misura di chi considera il riconoscimento una conseguenza del lavoro, non il suo scopo. «Quando arrivano i premi è molto bello», dice dal palco del Teatro del Giglio, perché significa che quello che si è fatto ha colpito oltre le aspettative. A premiarlo è Tapum* (Feltrinelli Comics): la Prima guerra mondiale raccontata senza separare l’orrore dall’umorismo, la fragilità degli uomini dall’assurdità delle decisioni che li mandano a morire.
I riconoscimenti arrivano mentre il mercato editoriale conferma una salute straordinaria per il settore. Il giorno prima a Palazzo Guinigi, l’Associazione Italiana Editori ha presentato i dati Aie sui primi nove mesi del 2026: un libro a stampa ogni dieci acquistato nei canali trade è un fumetto, e a guidare la corsa sono i graphic novel, cresciuti a valore del 34,8% rispetto all’anno precedente, con un balzo che nelle sole librerie indipendenti tocca il +64,9%.
Un libro su dieci è un fumetto: a Lucca Comics i dati AIE certificano il boom dei graphic novel
È uno dei fili che tengono insieme il palmarès: il fumetto come strumento per avvicinare ciò che si fatica a guardare, dai conflitti alla depressione, dai traumi familiari alla solitudine. Ma anche come laboratorio, capace di rinnovare le proprie forme. Lo Yellow Kid al fumetto dell’anno va a Domenica di Olivier Schrauwen (Coconino Press), che parte dalla giornata ordinaria di un uomo per dilatare il tempo, attraversare pensieri e spostare continuamente il punto di osservazione nella tradizione degli uomini senza qualità da Oblomov a Musil. Nelle motivazioni la giuria richiama, non a caso, Chris Ware e James Joyce, riconoscendo il coraggio della sperimentazione di questo lavoro mastodontico di cui si parlerà ancora in dettaglio questa domenica su Robinson, il settimanale culturale di Repubblica, con un’intervista esclusiva firmata da Valerio Bindi.

La stessa complessità viene premiata anche nel territorio dei supereroi. Absolute Martian Manhunter di Deniz Camp e Javier Rodríguez (Panini Comics) conquista il Gran Guinigi per il miglior fumetto seriale: psichedelia, essenzialità e ricerca visiva entrano in un contesto tradizionalmente considerato d’intrattenimento, smontando e ricostruendo la grammatica del genere.
Da Marte l’America è un incubo
La guerra torna con Guerra giusta di Danijel Žeželj (Eris Edizioni), Gran Guinigi per il miglior disegno. «Sono molto felice, perché è una storia che mi sembra attuale, una storia che parla proprio di questo momento», dice l’autore. Il suo bianco e nero scolpisce le ombre e fa delle macerie un paesaggio insieme concreto e universale.
Con Ombre di famiglia – Feeding Ghosts di Tessa Hulls (Tunué), miglior sceneggiatura, la memoria entra nella sfera privata. Tre generazioni di donne — nonna, madre e figlia — diventano la lente per esplorare la storia della Cina e i traumi ereditati nel silenzio, frutto di dieci anni di scavo biografico e documentario.
Tessa Hulls: “Come ho vinto il Pulitzer con un graphic novel e perché Trump mi spaventa come Mao”
Anche il miglior esordio affronta ciò per cui spesso mancano le parole. Mentre ero via di Rina Jost (Diabolo Edizioni) racconta la depressione attraverso gli occhi di chi assiste una persona cara, scegliendo il linguaggio della fiaba e dell’illustrazione per rendere accessibile la sofferenza emotiva senza ridurla a formula pedagogica.
Il Gran Guinigi per il miglior fumetto breve o raccolta va a Sto con il mio santo di Chihoi (Canicola), dieci racconti realizzati tra il 2003 e il 2018 in cui il quotidiano scivola nella dimensione onirica. Dal palco, l’editore Canicola ricorda il lungo lavoro per diffondere le opere dell’artista di Hong Kong ed esprime solidarietà verso «chi manifesta contro la repressione».
Gli Yellow Kid ai maestri del fumetto celebrano due figure decisive: Go Nagai, premiato per aver infranto convenzioni e ridefinito l’immaginario pop globale, e Anna Brandoli, maestra del segno rigoroso e della narrazione storica, capace di dare corpo a un Medioevo potente e indimenticabile.
Go Nagai: “Il mio Dante Ufo Robot che racconta gli abissi umani”
Il Gran Guinigi per un’iniziativa editoriale, intitolato a Stefano Beani, va al progetto La fine del mondo del quotidiano il manifesto, che ha portato il fumetto d’autore in edicola a prezzo popolare coinvolgendo grandi firme ed esordienti.
L’attenzione alle nuove generazioni premia Kurt di Sabine Lemire e Rasmus Bregnhøi (Sinnos) con il Gran Guinigi – Premio Generazioni (bambini 6-12 anni), con menzione speciale a Il mondo degli animali perduti di Noémie Weber (Diabolo Edizioni). Il Premio Self Area per l’autoproduzione va a Dust Marrow di Pastaacolazione.
I Project Contest guardano al futuro della creazione editoriale: il Project Contest Manga premia W.O.M.B. di Leonardo Mannelli, mentre il Project Contest Graphic Novel incorona L’anno senza estate* di Matteo Marchi.
A completare il quadro ci sono i Gran Guinigi Pro, che mettono in luce i mestieri dietro la pagina: la traduzione dall’inglese di Stefano Formiconi per Le case del Male* (saldaPress), quella dal francese di Vania Vitali e Andrea Toscani per Asterix in Lusitania* (Panini Comics) e quella dal giapponese di Christine Minutoli per La storia di Genji (J-POP Manga). Il miglior packaging editoriale va a Topolino e il mistero dell’uomo nuvola* (Panini Comics), il miglior lettering a Marco Daeron Ventura per Insectopolis* (Tunué), la miglior copertina a Pino* di Takashi Murakami (J-POP Manga) e il miglior colore a Matheus Lopes per Helen di Wyndhorn* (Bao Publishing). Un mosaico compatto, che ribadisce la vitalità artigianale, culturale ed economica della nona arte.
Capossela e Prudhomme, insieme per raccontare il Rebetiko in un graphic novel
La giuria ha assegnato la targa a Rebetissa di David Prudhomme (Coconino Press), definendola: «Un’opera in cui l’impegno civile si fonde mirabilmente con una straordinaria maestria formale. Attraverso le vicende dei personaggi e la musica dolente e ribelle del rebetiko, il volume restituisce voce agli ultimi, agli emarginati e alla memoria ferita del Mediterraneo; e in particolare la restituisce alle donne, trasformando l’arte in un universale veicolo di pace, fratellanza e comprensione reciproca. A suggellare il riconoscimento è una costruzione fumettistica di assoluta solidità: una narrazione visiva dal ritmo ipnotico, in cui il segno vibrante e i colori luminosi contribuiscono a una partitura corale che celebra la dignità umana e la potenza redentrice della cultura». Non resta che augurare a tutti buona lettura.
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