Sport: i buoni propositi tornano in autunno e all’inizio del nuovo anno

La partita della ‘remise en forme’, soprattutto per chi ha più di quarant’anni, si gioca tra settembre e ottobre e tra gennaio e febbraio, in concomitanza con i picchi di richieste di appuntamento con gli specialisti di medicina sportiva. Secondo i dati raccolti da iDoctors, piattaforma per l’online ‘booking’ di visite ed esami, l’incremento delle prenotazioni registrato al rientro delle ferie estive e delle festività natalizieè addirittura del 200% rispetto alla media annuale.

Al di là di giovani e giovanissimi, tra i più inclini alla pratica sportiva, a voler riprendere il controllo della propria condizione psicofisica sono gli over 40. Valgono il 28% delle prenotazioni del periodo ma richiedono un approccio più prudente, graduale e controllato alla ripresa dell’attività sportiva per ridurre il rischio di infortuni. I programmi di allenamento improvvisati o non personalizzati possono infatti favorire l’insorgenza di lesioni muscolo-tendinee.

Tra i comportamenti più a rischio troviamo la ‘Sindrome di Highlander’ che identifica la tendenza a sopravvalutare le proprie capacità motorie, tipica di chi pensa di poter ritrovare la forma dei vent’anni senza problemi e in tempi brevi. “Ricordare come si pratica uno sport non significa avere ancora la preparazione per sostenerlo – spiega il fisiatra Ugo del Prete – Bruciare le tappe può provocare sovraccarichi e infortuni, costringendo a interrompere proprio quell’attività che si era scelto di riprendere per stare meglio”.

Lungi dall’essere una controindicazione alla pratica sportiva tout court, la mezza età rende opportuna una valutazione medica preventiva. Riconoscere i segnali di affaticamento, rispettare i tempi necessari al recupero fisico e non minimizzare eventuali dolori permettono di regolare l’intensità dell’allenamento diminuendo al contempo il rischio di infortuni. “L’attività fisica regolare, soprattutto se moderata e praticata con continuità aiuta la salute cardiovascolare e riduce il rischio di eventi acuti come l’infarto – afferma il cardiologo Mario Baldi – Il beneficio non richiede allenamenti estremi: per la maggior parte delle persone è più importante muoversi con costanza e aumentare il carico in modo sostenibile e graduale”. Facendo rientrare lo sport nella propria routine quotidiana anziché nel novero degli eventi eccezionali.

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