Argento, outlook al 3° trimestre 2027: ripresa grazie all’oro e difficoltà sul fronte industriale
Dall’ultima nostra previsione, l’argento si è ulteriormente consolidato e continua a sottoperformare sia l’oro che i metalli industriali. Il massimo storico di oltre 121 USD/oncia raggiunto il 29 gennaio 2026 sembra ormai lontano, con i prezzi che si attestano a meno della metà di tale livello. Prevediamo che, nell’orizzonte oggetto della nostra previsione, una ripresa dei prezzi dell’oro determinerà un rialzo dell’argento. Tuttavia, un contesto industriale difficile rischia di limitarne l’entità.
La domanda strutturale e gli ostacoli a breve termine
Tassi di interesse più alti e prezzi dell’energia elevati lasciano poco spazio a una forte ripresa ciclica della domanda industriale di argento. I fattori che spingono la domanda strutturale rimangono in essere, ma il loro contributo va valutato alla luce delle iniziative volte a ridurne l’uso.
Metals Focus prevede che la domanda industriale di argento scenderà di un ulteriore 3%, attestandosi a circa 640 milioni di once (Moz) nel 2026. L’incertezza economica legata alle politiche commerciali e alle tensioni geopolitiche sta frenando l’attività, mentre il forte aumento dei prezzi del metallo all’inizio di quest’anno ha accelerato il ricorso al risparmio e alla sostituzione. Gli utenti industriali stanno cercando di ridurre la quantità utilizzata per ogni applicazione o di sostituirlo laddove tecnicamente ed economicamente fattibile.
Settore solare: divergenze tra distribuzione e domanda di argento
Nel 2026 le installazioni solari globali si trovano ad affrontare un anno più debole, con BloombergNEF che prevede il primo calo annuale in circa due decenni. La crescita nei mercati emergenti, tra cui India, Medio Oriente e Sud-Est asiatico, dovrebbe fornire un certo sostegno, ma potrebbe non essere sufficiente a compensare il rallentamento in Cina.
Le installazioni cinesi sono state anticipate al 2025, poiché gli sviluppatori hanno cercato di mettere in funzione i progetti prima dell’entrata in vigore delle modifiche alle tariffe dell’elettricità da fonti rinnovabili. Questo ha creato un termine di paragone particolarmente impegnativo per il 2026 e ha contribuito a un calo delle installazioni.
Tuttavia, le installazioni nazionali da sole non determinano il consumo di argento da parte dei produttori solari cinesi, che riforniscono anche i mercati di esportazione. La domanda dipende dalla produzione globale di celle oltre che dalla quantità utilizzata per ciascuna di esse. Ci aspettiamo che l’impegno per rafforzare la sicurezza energetica e diversificare le fonti di approvvigionamento sostengano, nel tempo, la diffusione del solare. Tuttavia, la continua riduzione dei carichi di argento implica che la crescita della capacità solare non si tradurrà necessariamente in un aumento equivalente della domanda del metallo.
L’oro rimane il principale fattore trainante dei prezzi
Le nostre previsioni per l’argento rimangono strettamente legate alle nostre aspettative sull’oro. Entrambi i metalli hanno subito una correzione sostanziale, annullando gran parte del rally precedente. L’aumento dei rendimenti obbligazionari e il rafforzamento del dollaro statunitense hanno pesato sui prezzi, ma le nostre previsioni partono dal presupposto che questi fattori sfavorevoli si attenueranno nel corso dell’orizzonte considerato.
La nostra previsione per l’oro indica che i prezzi si avvicineranno ai 4.800 USD/oncia entro il terzo trimestre del 2027. Prevediamo che tale ripresa sosterrà l’argento per via delle sue caratteristiche di metallo prezioso e della domanda ai fini di investimento. Tuttavia, la debolezza del settore industriale limiterà probabilmente la partecipazione dell’argento al rialzo.
Le distorsioni delle scorte si attenuano, ma i rischi legati ai dazi persistono
L’attenuazione dei timori immediati legati ai dazi ha ridotto l’incentivo a mantenere scorte di argento insolitamente elevate negli Stati Uniti. Quelle nei magazzini del COMEX sono diminuite rispetto agli alti livelli del 2025, mentre le riserve di argento nei caveau di Londra sono aumentate.
Questi sviluppi sono in linea con un allentamento delle distorsioni regionali delle scorte. Tuttavia, l’aumento delle riserve complessive nei caveau non rappresenta necessariamente un aumento equivalente del metallo immediatamente disponibile sul mercato: alcune sono infatti utilizzate a copertura di Etp o appartengono a investitori che hanno pochi motivi per vendere.
Rimane inoltre l’incertezza sulla politica commerciale. Nel novembre 2025, l’argento è stato aggiunto all’elenco dei minerali critici degli Stati Uniti. Il Proclama 11001 del presidente Trump, firmato il 14 gennaio 2026, ha avviato negoziati sui minerali critici lavorati e sui loro prodotti derivati, invece di imporre immediatamente nuovi dazi nell’ambito di tale provvedimento.
Il riacutizzarsi delle tensioni commerciali, in particolare con i principali fornitori come il Messico e il Canada, potrebbe incoraggiare un’altra ondata di spedizioni verso gli Stati Uniti in vista di potenziali restrizioni. Questo potrebbe ridurre la disponibilità altrove, anche senza un cambiamento nelle scorte globali.
La domanda indiana deve fare i conti con i vincoli politici
A maggio 2026 l’India, un mercato importante per lingotti, monete e gioielli in argento, ha aumentato i dazi sulle importazioni di oro e argento dal 6 al 15%. La misura è stata adottata in un contesto di pressione sulla bilancia delle importazioni, sulla valuta e sulle riserve valutarie del Paese, aggravata dall’aumento dei costi energetici durante il conflitto con l’Iran.
Un calo dei prezzi dell’energia e un allentamento delle tensioni geopolitiche potrebbero creare spazio per una futura riduzione dei dazi. Tuttavia, nelle nostre previsioni non ipotizziamo un simile cambiamento. Il calo dei prezzi internazionali dell’argento dovrebbe migliorare l’accessibilità rispetto al picco di gennaio, anche se i prezzi interni dipendono anche dalla rupia e dai dazi sulle importazioni. Il prezzo dell’oro, ai massimi storici, potrebbe incoraggiare una certa sostituzione verso i gioielli in argento, fornendo un parziale sostegno alla domanda.
Una risposta limitata sul fronte dell’offerta
Nel 2025 la produzione globale delle miniere d’argento è aumentata del 3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa 847 Moz. L’aumento dei sottoprodotti nelle miniere di rame peruviane e l’avvio a pieno regime della miniera di Prognoz in Russia hanno contribuito in modo significativo a questo risultato. Anche gli incrementi registrati in Marocco e Cina hanno aiutato a compensare le perdite in Messico e Indonesia.
Metals Focus prevede un modesto calo della produzione mineraria nel 2026, con un aumento del riciclo che dovrebbe sopperire almeno in parte a tale riduzione. Per quanto riguarda l’offerta mineraria, le prospettive variano a seconda della fonte. Nel 2026 e 2027 la produzione primaria di argento dovrebbe aumentare leggermente, con i nuovi progetti che compenseranno l’esaurimento dei giacimenti e il calo dei tenori altrove. Anche l’argento recuperato come sottoprodotto dell’estrazione dell’oro dovrebbe aumentare, mentre la produzione derivante dalle attività legate al rame dovrebbe diminuire.
Il quadro generale è quindi quello di una crescita limitata dell’offerta. Dato che gran parte della produzione di argento deriva dall’estrazione di altri metalli, l’aumento dei suoi prezzi da solo non può generare un rapido incremento della produzione.
Una ripresa graduale verso i 70 USD
Nel complesso, prevediamo che l’argento salirà verso i 70 USD/oncia entro il terzo trimestre del 2027, con un valore che secondo il nostro modello si attesterà sui 70,55 USD/oncia. L’aumento dei prezzi dell’oro rappresenta il principale fattore trainante, mentre l’elettrificazione del settore automobilistico, le infrastrutture di ricarica e gli investimenti nell’IA forniscono un sostegno alla domanda di fondo.
Tuttavia, il calo nel settore solare, il persistere di comportamenti di risparmio e sostituzione, l’aumento del riciclo e un allentamento della tensione delle scorte regionali potrebbero limitare il potenziale di rialzo.
*Head of Commodities and Investment Strategists, WisdomTree
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