Come investire per garantirsi una terza età dignitosa

Gli addetti ai lavori parlano di “rischio longevità” a indicare la possibilità di sopravvivere ai propri risparmi. Un’eventualità tutt’altro che remota se si considera che da una parte continua a crescere l’aspettativa di vita, dall’altra il welfare pubblico è sempre più sotto pressione. Dato lo scenario non resta che attrezzarsi in proprio, adottando scelte d’investimento di lungo termine.

Lo studio di Aipb

“Longevity Risk e Goal based investing: pianificare il benessere finanziario a lungo termine” è il titolo dello studio realizzato dall’Associazione Italiana Private Banking (Aipb), insieme all’Università del Salento e a quella di Roma “Tor Vergata”.

Gli analisti sono partiti dalle dinamiche demografiche, che vedono l’Italia tra i Paesi con la popolazione più longeva al mondo: si stima che entro il 2040 oltre il 32% degli italiani avrà più di 65 anni. A livello sistemico, l’aumento dell’aspettativa di vita può portare a una modifica della struttura dei consumi, con un aumento delle spese mediche e assistenziali. Inoltre, l’invecchiamento della popolazione, combinato con il calo delle nascite, può determinare una riduzione della forza lavoro e pressioni sul bilancio pubblico a causa della crescita delle spese sanitarie e assistenziali.

Ma le sfide non sono solo di sistemare. I cambiamenti in atto stanno a significare che ognuno di noi farebbe bene a pianificare risorse sufficienti per mantenere il proprio tenore di vita per un periodo più lungo del previsto. Sulla base dell’indagine presentata nel report, l’88% degli intermediari considera il Longevity Risk “molto” (32%) o “abbastanza” (56%) importante nella valutazione del portafoglio di un cliente Private. Tuttavia, solo il 13% degli investitori integra pienamente il rischio di longevità nelle proprie strategie finanziarie, mentre un significativo 66% ritiene che la propria pianificazione ne tenga conto solo in parte.

La strategia del goal based risk

Dato lo scenario, sottolineano gli analisti, è importante valutare l’opportunità di adottare l’approccio Goal-Based Investing, che punta a pianificare e gestire il patrimonio in funzione degli obiettivi di vita, personali e familiari. Questo significa partire dalla condizione individuale per fissare i target che si intendono raggiungere nel breve e nel medio-lungo termine, stimare i flussi in entrata e quindi passare a definire il portafoglio, che ovviamente sarà soggetto a revisioni periodiche.

Secondo i dati raccolti da Aipb, il 44% degli intermediari finanziari considera altamente efficace questo approccio, sottolineando l’importanza di un approccio personalizzato e orientato a lungo termine. La quasi totalità degli intervistati (88%), però, ritiene che saranno necessari tre/cinque anni affinché la logica GBI diventi un modello diffuso nel segmento private.

Il valore della consulenza

“La sfida è far leva sui progressi della scienza per vivere più a lungo in salute e senza ansie dal punto di vista economico”, è l’analisi di Andrea Ragaini, presidente di Aipb. Per il quale il private banking riveste un ruolo cruciale nell’accompagnare i clienti nella pianificazione di lungo termine, aiutandoli a preservare il tenore di vita e a gestire il patrimonio in chiave intergenerazionale e dinastica. Lo studio evidenzia che, sebbene il 65% dei clienti sia preoccupato per l’impatto finanziario di una vita molto lunga e il 77,5% degli investitori riconosca l’importanza della consulenza a lungo termine, ancora troppo pochi adottano strategie concrete per affrontare il Longevity Risk. “Come industria siamo fortemente impegnati a fornire un supporto consulenziale di qualità che risponda alle nuove sfide demografiche, anche tramite soluzioni e strumenti innovativi”, aggiunge Ragaini.

Il rapporto è stato presentato durante un evento, tenutosi presso la Swiss Chamber di Milano, a cui hanno preso parte Andrea Ragaini (Presidente di AIPB), i professori Paolo Antonio Cucurachi e Ugo Pomante, autori dello studio, Mauro Carcano (Partner di Prometeia, Head of Wealth and Asset Management Regulation), Anna Bagella (Responsabile Sviluppo Offerta di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking), Giovanni Ronca (Consigliere AIPB e Head of Wealth Management di UBS Europe), Cesare Lanati (Head of Wealth Planning di Banca Mediolanum), Filippo Battistini (Head of Business Development/ Wholesale Italy di Allianz Global Investors), Andrea Binelli (Deputy General Manager di Amundi SGR), Giuseppe Codazzi (Project Manager di Gimme5 e Data Scientist di AcomeA SGR), Frank Di Crocco (Acting Head of Italy Distribution di Invesco), Marco Passafiume Alfieri (Amministratore Delegato di CNP Vita Assicura) e Marco Zanuso (Chief Sales & Marketing Officer di Generali Investments).

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