Diesel, da domani si riduce lo sconto sulle accise. Eni, tetto ai prezzi su benzina e gasolio
MILANO – Sempre più sottile. Così sottile che, lamentano i consumatori, quasi non si nota. Da oggi al 5 ottobre lo sconto sulle accise applicate al diesel scende da 12,2 a 6,1 centesimi. La metà. Peccato che nel frattempo i presupposti alla base dei rincari dei carburanti, a cominciare dalla guerra nel Golfo Persico che da mesi infiamma i prezzi di petrolio e gas, non siano cambiati. Ieri la benzina viaggiava in media a 2,154 euro al litro sulla rete nazionale, mentre in autostrada il gasolio si è spinto fino a quota 2,421. Con uno sconto dimezzato, avverte l’Unione Nazionale Consumatori, il diesel arriverà oggi a un soffio dai 2,4 euro sulle strade normali e a poco meno di 2,5 euro in autostrada.
Qualcosa si è mosso, ma non dalle parti del governo. Eni ha deciso di applicare un tetto massimo al prezzo del carburante venduto nella rete di stazioni di Enilive (che controlla al 70%). A partire dal 28 settembre — e per 30 giorni — alle pompe del Cane a sei zampe il gasolio costerà al massimo 2,19 euro al litro e la verde 1,99, scendendo sotto la soglia psicologica dei due euro. Il price cap potrebbe essere esteso fino alla fine dell’anno, ma dipenderà dall’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Intanto il governo ringrazia, ribattezzando l’iniziativa un «lodevole atto di attenzione all’Italia». Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, coglie la palla al balzo e affonda il colpo politico: «Questa è la strada, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti». Profusi applausi anche dalle associazioni dei consumatori, mentre l’opposizione storce il naso: «L’iniziativa di Eni è positiva e ogni centesimo risparmiato dalle famiglie conta», precisa il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. Poi riflette: «Ma la domanda è un’altra: è Eni che deve supplire alle scelte del governo o è il governo che deve indicare una strategia chiara alle grandi aziende partecipate dallo Stato? Più che dire “grazie Eni”, Palazzo Chigi dovrebbe rispondere nel merito e spiegare agli italiani quale sia la sua politica energetica». Critico anche il segretario della Cgil, Maurizio Landini: «Ma perché il governo non interviene sugli extraprofitti delle imprese e perché non riduce, non per un mese, ma stabilmente le accise? Senza fare spot».
Tetto prezzi Eni, la destra esulta. Il Pd e Landini attaccano il governo: serve strategia, non spot
Parte della risposta è economica: gli ultimi sei mesi di tagli sono già costati quasi tre miliardi e la coperta è corta. Lo stesso ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ammette a Radio 24 che «il bilancio dello Stato italiano non può mettere un miliardo al mese» per ridurre le accise sui carburanti. Insomma, ogni mossa, ogni centesimo di spesa va calibrato con cura. Pichetto e Adolfo Urso, alla guida del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sperano di trovare una spalla nei raffinatori, con cui, in un incontro fissato il prossimo 8 ottobre, valuteranno come «aumentare la produzione dei principali prodotti (come benzina, diesel, gpl e cherosene, ndr.) per mitigare gli effetti dell’attuale scenario internazionale sull’approvvigionamento del Paese».

Anche le Regioni hanno preso l’iniziativa: il Friuli Venezia Giulia aumenterà di altri 5 centesimi al litro lo sconto regionale sui carburanti, mentre la Sicilia stanzia 15 milioni per gli autotrasportatori. Una categoria particolarmente esposta ai rincari. Per il momento, assicura la presidente di Assotir, Anna Vita Manigrasso, l’ipotesi di uno sciopero dei lavoratori del trasporto su ruota non è sul tavolo. Ma attenzione, tuona: «Se il governo rimarrà inerte i trasportatori non si fermeranno per protesta, ma perché senza gasolio i camion non si accendono».
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