L’identikit del neoindebitato italiano, tra rincari energetici e aumento del costo della vita
Lavoratore dipendente (55% dei casi) con uno stipendio netto mensile che non supera i 2mila euro (35% dei casi) e almeno un paio di posizioni debitorie aperte nonché un’esposizione complessiva nell’ordine dei 30mila euro e interessi che sfiorano ormai i 600 euro al mese. Questo l’identikit del neoindebitato italiano che, complici i rincari di luce (+27% su base annua) e gas (+43%) attesi da qui a dicembre in base a un’analisi condotta a fine agosto da Facile.it, rischia di ritrovarsi presto in condizioni di sovra-indebitamento. A delinearlo è l’Osservatorio Finsight di Bravo, fintech internazionale specializzata nelle soluzioni per la gestione del debito, che ha analizzato un campione di 14.400 clienti italiani.
“I dati evidenziano un potere d’acquisto delle famiglie italiane sempre più eroso dalla combinazione di rincari energetici e aumento del costo della vita – commenta Poo Esteban, country manager commerciale di Bravo Italia – In questo scenario cambia anche il profilo di chi si indebita: non si tratta più solo di situazioni d’insolvenza conclamata ma sempre più spesso di persone con un lavoro stabile e un reddito nella media nazionale che si trovano, comunque, a gestire più rate contemporaneamente e un margine di manovra progressivamente più ridotto”.
In particolare, le tensioni internazionali nello stretto di Hormuz, spingendo verso l’alto gli indici all’ingrosso di gas ed elettricità su base annua, rimettono al centro del bilancio personale le spese domestiche/utenze nonché quelle relative ai trasporti – pari, rispettivamente, a 100 e 150 euro al mese – sommandosi agli impegni finanziari già assunti ed esponendo un numero crescente di italiani al rischio di insolvenza. Per sovraindebitamento.
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