Parmigiano Reggiano, Bontiamo investe nella filiera e acquisisce un caseificio

Bontiamo rafforza la propria presenza nella filiera del Parmigiano Reggiano con l’acquisizione del caseificio di Gavasseto e Roncadella, nel Reggiano, dove l’ingresso operativo è previsto da gennaio 2027. L’operazione rappresenta un nuovo passaggio nella strategia di integrazione produttiva dell’azienda di Bibbiano, che negli ultimi anni ha investito nella produzione di latte, nella trasformazione casearia, nel confezionamento e ora nel lancio del brand Bontiamo. Al piano industriale si affianca un sistema di incentivi economici destinato agli allevatori, legato alla qualità del latte, alla sostenibilità e al benessere animale.

Dagli snack al controllo della filiera

La storia dell’azienda inizia nel 2014 con Armonie Alimentari e la produzione di Parmonie, snack da forno a base di Parmigiano Reggiano, farina e olio d’oliva. Nel 2017 arriva il Parmigiano Reggiano, seguito nel 2019 dal burro. Un ampliamento progressivo dell’offerta che si accompagna, negli anni successivi, a investimenti nelle attività produttive.

Nel 2021 nasce BiLAT, con un primo caseificio a Bibbiano, seguito nel 2024 da un secondo stabilimento a Castelnovo ne’ Monti. Nel 2025 viene costituita S.A.B. (Società Agricola Bontiamo), che produce latte da pascolo a Ventasso, nell’Appennino reggiano. Nello stesso anno entra in funzione un nuovo centro di grattugia e confezionamento del Parmigiano Reggiano.

L’acquisizione del caseificio di Gavasseto e Roncadella, una realtà produttiva con oltre un secolo di storia, prosegue questo percorso di integrazione della filiera. Il progetto prevede il mantenimento della produzione di Parmigiano Reggiano e interventi di ampliamento conservativo. “A noi mancava la storia e un presidio vicino alla città”, spiega Gabriele Menozzi, amministratore delegato di Bontiamo. “Dal primo gennaio Bontiamo inizia la produzione con la stessa squadra che oggi sta gestendo il caseificio: manterremo la facciata in stile Liberty dell’edificio e il numero di matricola”.

L’obiettivo industriale è rafforzare il collegamento tra produzione agricola, trasformazione e commercializzazione, aumentando il presidio sulle diverse fasi della filiera. Una strategia che consente all’azienda di intervenire direttamente su più passaggi produttivi, dalla materia prima al prodotto confezionato. “Vediamo con piacere questo progetto – assicura Paolo Govi, segretario della sezione di Reggio Emilia del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano -: Bontiamo è un’azienda reggiana che può creare valore sul territorio”.

Un premio agli allevatori per la qualità del latte

Accanto agli investimenti industriali, Bontiamo introduce un sistema di riconoscimento economico rivolto agli allevatori conferenti, basato su qualità del latte, sostenibilità e benessere animale.

Il meccanismo prevede una classifica annuale, senza penalizzazioni per gli allevatori che non rientreranno tra i premiati. La definizione e la validazione dei criteri saranno affidate a SGS, società internazionale specializzata in verifiche, ispezioni e certificazioni, con l’obiettivo di garantire una valutazione indipendente.

Entro fine anno arriverà il regolamento dell’iniziativa, che introduce un ulteriore elemento nella relazione economica tra produttori di latte e trasformatori: il riconoscimento della qualità attraverso incentivi aggiuntivi, anziché mediante penalizzazioni. “Negli ultimi due anni abbiamo lavorato sugli impianti per la produzione del burro, sul nuovo impianto di grattugia, sui prodotti e sulle confezioni – sottolinea Menozzi -. Con il premio Goccia d’Oro vogliamo riconoscere il lavoro degli allevatori che si distinguono per la qualità del latte conferito”

La strategia futura

La diversificazione dell’offerta rappresenta un’altra direttrice di sviluppo. Accanto al Parmigiano Reggiano, proposto anche nelle stagionature superiori agli 80 mesi, l’azienda commercializza diverse tipologie di burro, con formati destinati sia al consumo domestico sia all’impiego professionale. Rimane inoltre attiva nel segmento degli snack da forno, da cui ha avuto origine l’attività.

Tra gli obiettivi dichiarati per i prossimi anni figurano l’ampliamento della presenza sui mercati internazionali e il lancio di nuove linee di snack attraverso il progetto Cheesecovery. Il piano punta quindi a sviluppare nuovi prodotti e occasioni di consumo, affiancando alla produzione lattiero-casearia tradizionale segmenti a maggiore contenuto di trasformazione.

Il valore economico dell’acquisizione e gli investimenti complessivi non sono stati comunicati. La portata della strategia potrà essere valutata più concretamente a partire dal 2027, con l’ingresso operativo nel caseificio di Gavasseto e l’avvio del sistema di premi agli allevatori. Due passaggi che permetteranno di verificare come l’integrazione produttiva e la valorizzazione della qualità del latte si tradurranno nell’organizzazione e nei rapporti economici della filiera.

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