Hegseth torna al modello “Soldato Jane”: addestramento più duro per allontanare le donne dal fronte
NEW YORK- Nel pieno della bufera Signalgate – lo scandalo della chat online cui è stato inavvertitamente aggiunto pure un giornalista, sulla quale il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha condiviso piani militari dell’attacco americano in Yemen – il capo del Pentagono s’è concentrato su tutt’altra faccenda. Notoriamente ostile alla presenza di donne sul campo di battaglia, l’ex veterano che ha fatto fortuna come conduttore televisivo sulla rete conservatrice Fox News guadagnandosi così la stima di Donald Trump, in un memorandum datato domenica 30 marzo ha dunque ordinato ai vertici militari di sviluppare standard di idoneità fisica unisex per le truppe da combattimento. In modo che sia più difficile per le donne approdare in prima linea.
Almeno così sostiene lui, secondo cui per dare più spazio alle donne gli standard fisici vennero abbassati nel 2015, quando ai tempi di Barack Obama, si decise per la prima volta che le donne avrebbero potuto avere accesso a ogni tipo d’incarico sul campo, compresi i reparti d’artiglieria e fanteria da cui fino ad allora erano escluse. Un’integrazione completata solo tre anni dopo, nel 2018.
“Incarico i segretari dei Dipartimenti Militari di elaborare piani completi per distinguere le occupazioni di combattimento da quelle di non combattimento. Tutti i requisiti fisici di base e quelli necessari per il mantenimento della forma nelle posizioni di combattimento devono essere unisex, basati esclusivamente sulle esigenze operative della professione e sulla prontezza richiesta per affrontare qualsiasi avversario”. In realtà le cose non starebbero esattamente così, e glielo chiarì già Ellen Haring, direttrice di Service Women’s Action Network, una rete di donne in divisa, durante la sua audizione in Senato: “Non solo gli standard non sono stati abbassati, ma quando hanno deciso per la prima volta di mandare le donne al fronte sono stati stabiliti standard che fino ad allora non erano definiti solo in modo molto vago”. Lui assicura che no: gli standard sono stati abbassati. Glielo avrebbero detto militari – uomini e donne – mentre lavorava al suo libro, “War on Worriors” del 2024.
Ecco dunque che si torna al modello “Soldato Jane”: il film del 1997 diretto da Ridley Scott, sulla questione del sessismo nelle forze armate. Il personaggio interpretato da Demi Moore deve dimostrare di valere quanto un uomo prima di essere ammessa all’addestramento.
Anticipazione di quanto in America è realmente avvenuto solo nel 2017: quando il capitano Kristen Griest, già diplomata alla Scuola dei Ranger, venne finalmente ammessa – prima donna in assoluto – al corso di addestramento delle forze speciali dei marines. Che naturalmente superò.
Prima di essere nominato Segretario alla Difesa Hegseth si era appunto detto contrario alla presenza di donne in ruoli di combattimento: «emotive e fisicamente inadatte». Pur non mettendo in discussione il loro impiego nelle forze armate. Durante l’audizione di conferma del suo incarico al Senato all’inizio di quest’anno, ha cercato di prendere le distanze da quelle dichiarazioni, affermando che “le donne avranno accesso ai ruoli di combattimento terrestre, purché gli standard rimangano elevati”. Magari alzando un filo l’asticella.
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