Ciclismo e equitazione, due sport sotto assedio

Federazione ciclismo (Fci) e Federazione sport equestri (Fise), due disicipline olimpiche che vivono un momento complesso, travagliato, fatto di esposti, liti, ricorsi. E tutto questo a soli due anni dai Giochi di Los Angeles 2028…

Il consiglio federale della Federazione ciclistica italiana (Fci) del presidente Cordiano Dagnoni ha disposto in estate il commissariamento della Lega Ciclismo Professionistico, guidata da Roberto Pella. I motivi? Tanti: violazioni normative, diritti tv non autorizzati (campionato donne), contrasti su bilanci e governance, eccetera. Come commissario straordinario è stato nominato il generale di brigata dei carabinieri, Mauro Capone. Roberto Pella è un importante deputato di Forza Italia, membro della commissione bilancio della Camera e vicepresidente dell’Anci (in questi anni ha messo in connessione il ciclismo con i Comuni e la politica). Non si è mai arreso a questa estromissione dalla Lega ma i quattro ricorsi presentanti sinora al Tar del Lazio e al tribunale federale sono stati tutti respinti. Inoltre ci sono forti contrasti con due dei tre revisori dei conti inviati dalla Federazione per ispezionare i bilanci della Lega. I revisori avrebbero contestato le delibere prese dal consiglio federale e il presidente Dagnoni, vicino all’ex n.1 del Coni, Giovanni Malagò, ha scritto a Luciano Buonfiglio. L’attuale presidente del Coni dovrà ora farsi carico anche di questo problema. Che si aggiunge ad altri, commissariamenti vari (cricket e federpesi, altre due discipline olimpiche) e la delicatissima situazione della Federazione italiana sport equestri.

Il presidente della Fise è l’avvocato romano Marco Di Paola, vicepresidente del Coni. Anche lui è molto vicino a Malagò. A Di Paola è stato affidato il coordinamento della commissione che si occupa della riforma della giustizia sportiva (la commissione più importante mentre degli altri dipartimenti non si è saputo più nulla). Di Paola, al terzo mandato, è incappato in una vicenda molto complessa. L’assemblea elettiva, che avrebbe poi visto vincere lo stesso Di Paola, a seguito di alcuni ricorsi, ha portato ad una inchiesta della Procura della Repubblica di Roma, archiviata di recente dal pm Francesco Basentini: il reato ipotizzato (“falsità materiale consumata dal privato”) si sarebbe consumato in un Ente di diritto privato qual è appunto una Federazione sportiva, affiliata al Coni, cui spetta la vigilanza e il controllo. Gli illeciti elettorali, “probabilmente consumati” come scrive Basentini, rientrerebbero però nella fattispecie di reato prevista dall’articolo 485 del codice penale, ovvero “falsità in scrittura privata”, reato depenalizzato dal 2016. Il pm nelle sue conclusioni scrive inoltre di “un quadro oggettivamente opaco e per nulla rassicurante, la cui gravità è stata riscontrata e confermata sotto diversi profili…; lo scenario fattuale emerso dalle verifiche di indagine sulla consultazione elettorale avvenuta ii 9.9.2024 lascia alquanto perplessi…; le vicende accertate hanno offerto un profilo alquanto eloquente sulle dinamiche elettorali e sugli escamotage utilizzati per ottenere la conferma della nomina a favore del Di Paola…”. Ora la vicenda, dal penale, si sposta su altri terreni. La giustizia sportiva indaga. Con calma. Molta calma. Di Paola ha presentato una corposa memoria in Giunta.

Buonfiglio:” Elezioni Figc? Ho fatto quanto dovevo, ora decidano loro”

“Figc? Quello che dovevo fare l’ho fatto. Adesso loro nella piena autonomia devono decidere il loro futuro”: così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, oggi a margine di un evento alla Canottieri Comunali di Firenze. Sui rapporti con il governo, ha detto Buonfiglio, “credo che il Conisempre più debba essere un partner per il governo, per i governi, per fare una migliore politica. Perché noi abbiamo la competenza” e chi governa “ha le leve, e quando ci si mette insieme facciamo sempre bella figura”. “Non a caso – ha rimarcato – abbiamo fatto bella figura alle Olimpiadi invernali, ai Giochi del Mediterraneo, al Trofeo Conicon 4800 ragazzini”. Ed a proposito dell’interlocuzione con il governo e in particolare con il ministro dello Sport e dei Giovani Andrea Abodi, Buonfiglio ha aggiunto: “La priorità”, a livello economico, “sono gli interventi per agevolare la vita delle società sportive di base, perché senza di quelle non andiamo da nessuna parte”.

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