Figc, perché Abete è l’ago della bilancia

Una lunghissima volata che si concluderà soltanto il 14 dicembre con le seconde elezioni, in un solo anno, della Figc. I candidati stavolta sono Giovanni Malagò, già presidente e ora commissario, e Adriano Galliani. Parte favorito l’ex ad di Milan e Monza, adesso senatore di Forza Italia: ha il 30 per cento di calciatori e allenatori (che in giugno stavano con Malagò…).

Il braccio di ferro Malagò-Galliani

Parte in salita, ma convinto di recuperare, Malagò che ha solo 11 club di serie A, quelli che lo hanno candidato perchè alcuni hanno cambiato idea (Marotta per primo) e altri sono ancora indecisi. Ago della bilancia, Giancarlo Abete: la scorsa estate fu sconfitto nettamente, solo il 29,17 per cento dei voti contro il 68,58 per cento di Malagò. Ora Abete (classe 50, giovane deputato Dc, ex n.1 della Figc, membro di Giunta Coni e vicepresidente Uefa, uomo di sport di lunghissima data), ha deciso di non ricandidarsi. Ma i suoi voti sono decisivi: 34 per centro della Lega Dilettanti (non tutta è con lui, ma in buona parte sì) ai quali va aggiunto il 12% della Lega Pro di Matteo Marani (un altro che in estate stava con Malagò). Abete vuole vederci chiaro negli schieramenti, ed è un suo pieno diritto. Altre società come la Juve aspettano di leggere i programmi come se i programmi avessero mai contato qualcosa. Conta altro, si sa.

Il ruolo chiave di Abete

Se Abete passa con Malagò potrebbe avere un posto da vicepresidente (l’altro, da vicario, spetta a Simonelli fra i pochi che non hanno cambiato idea). Con i voti di Dilettanti, serie C, serie A (per ora solo 11 club) e altri che andrebbe a pescare magari in B e fra il malcontento diffuso, ecco che Malagò potrebbe farcela anche stavolta. Abete è schierato (e avvelenato) contro sindacato calciatori e assoallenatori, convinto che con il loro voto avrebbe vinto lui in giugno: potrebbe passare adesso con Galliani, Calcagno e Ulivieri? Terza ipotesi, la Dilettanti si astiene: in quel caso rischio commissariamento perché né Malagò e nemmeno Galliani potrebbero arrivare al 50 più uno. E’ tradizione che il commissariamento della Figc spetti al presidente del Coni (ma ora Buonfiglio è già commissario dei pesi…) o al segretario generale. Non alla politica. I telefoni sono bollenti e lo saranno ancora per un po’…

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