Juve Stabia, lavori abusivi allo stadio, la replica di Guerri: “Interventi urgenti”
Avevano pochi giorni di tempo per fermare i lavori abusivi nello stadio Menti e rispondere alla diffida partita dal comune di Castellammare di Stabia. La società della Juve Stabia, che ha realizzato gli interventi contestati, replica al comune per dare la sua versione sulla vicenda. E allega le immagini delle strutture sequestrate dai vigili urbani del comando stabiese. “Siamo intervenuti d’urgenza per garantire la sicurezza dell’impianto”, è quanto sostenuto dal patron Alfredo Guerri e dai suoi legali. Che a sua volta parla di un’assenza degli uffici comunali, che avrebbero dovuto risolvere il problema. Continua lo scontro, mentre si è attivato un tavolo tecnico per trovare una soluzione. Ma la vicenda resta aperta, in attesa che il commissario di governo Dario Caputo decida il suo epilogo. La Juve Stabia rischia di perdere il suo campo di gioco, a campionato di serie B appena cominciato, per l’intervento nell’impianto di proprietà comunale non autorizzato. Sono stati gli agenti del commissariato di polizia a verificare il 31 agosto che il nuovo patron Alfredo Guerri stava effettuando, con la sua società Domus, interventi di manutenzione nella struttura sportiva. La stessa società che risulta in una inchiesta della procura di Napoli Nord per una truffa sul super bonus per lavori edili, con il sequestro all’imprenditore di 14 milioni. Una svolta avvenuta a luglio che non ha coinvolto la squadra. Ma questa volta è diverso.Nuovamente a rischio il futuro della Juve Stabia dopo un lungo periodo nero, che ha portato la società sportiva a finire in amministrazione controllata nell’autunno scorso per le infiltrazioni del clan D’Alessandro nella gestione dello stadio. E poi, a giugno, ad un cambio in corsa dei vertici della società, che e’ al suo terzo campionato in serie B. Ma non c’è pace per la squadra. Sono proprio gli amministratori giudiziari, Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, a sottolineare la gravità della vicenda nella loro risposta alla diffida del comune. Due i passaggi rilevanti nella comunicazione indirizzata all’amministrazione stabiese, affidata da luglio ai commissari di governo, guidati dal prefetto Dario Caputo, per lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della camorra. Ferrara e Scarpa sottolineano per prima cosa che “nessuna autorizzazione è stata data dagli amministratori in relazione ai lavori”. E soprattutto che, nel caso in cui il comune decidesse di revocare la convenzione con la quale si affida il Menti alla Juve Stabia, non opporrebbero alcuna obiezione. Una strada che la società vuole scongiurare, dicendosi pronta a collaborare. “Se pur costretta a dover dare seguito agli atti notificati nelle opportune sedi per la tutela dei propri diritti tra cui anche quello all’immagine della società, in ragione dell’impegno profuso per restituire alla cittadinanza la credibilità e serietà della squadra di calcio che li rappresenta, la Juve Stabia resta disponibile a collaborare con la amministrazione comunale”, è la lunga premessa. Poi Guerri ribadisce: “Si tratta di individuare soluzioni condivise per l’eliminazione delle criticità ancora presenti nell’impianto sportivo, e che non possono essere procrastinate in virtù del primario interesse, pubblico prima ancora che privato, alla tutela dell’incolumità sia del personale operante al suo interno che degli ospiti e dei tifosi”. Ma ora tutta la vicenda è all’attenzione della magistratura, la seconda volta dopo quanto avvenuto questo inverno.
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