La sorpresa di Fognini per la moglie alla proiezione del docufilm su Flavia Pennetta
La sorpresa è riuscita alla grande: Flavia Pennetta guardava il grande schermo, dove – così le avevano detto – stava per essere proiettato un messaggio del marito. Invece Fabio Fognini è spuntato alle spalle e l’ha abbracciata. Risate, un po’ di commozione. Un modo divertente e pure romantico che oggi ha aggiunto altre emozioni alla presentazione – alle Gallerie d’Italia, a Torino – di “Flavia a New York, 10 anni dopo”, docufilm dal 12 ottobre in onda su Sky e in streaming su Now: racconto di un’impresa sportiva scolpita nella memoria collettiva, la vittoria di Flavia Pennetta agli US Open 2015 in finale con Roberta Vinci.
Anche quella volta Flavia non s’aspettava di vedere Fabio, che eliminato dal torneo maschile – però dopo aver battuto la leggenda Nadal – era già tornato a casa. «Ero ad Arma di Taggia (in Liguria al confine con la Francia, ndr): quando ha conquistato la finale ho pensato che dovevo subito raggiungerla, ma non riuscivo più a prendere un aereo in tempo», ha raccontato Fognini. «Ho chiesto aiuto a Malagò, allora presidente del Coni: il mattino dopo ero in viaggio per la Grande Mela. Lei mi chiamava, io avevo il cellulare staccato». Flavia scoppia a ridere: «Ho telefonato ai suoi genitori, che si sono inventati mille scuse. Gli scrivo messaggi, nessun segnale. Avrei voluto ammazzarlo». Invece, quando inizia il riscaldamento prima della partita più importante della sua vita, se lo trova di fronte. «Proprio come adesso, che un’ora fa l’ho chiamato e mi ha mentito di nuovo: giurava di essere su un treno diretto a Roma».
“Che gioia e che pace, allora. Oggi orgoglio, e tenerezza”
Il docufilm, firmato da Giuseppe Marzo e Stefano Meloccaro, è stato girato interamente a New York. «Quella finale era la mia grande chance, iniziai a sentire paura di sbagliare. Invece, una volta varcata la soglia del club di Flushing Meadows, è come se avessi fatto clic». Flavia e il racconto di un sogno realizzato e insieme di un addio inatteso: la campionessa che sceglie, appena dopo aver toccato il punto più alto della carriera, di lasciare il tennis giocato. A impreziosire la storia, le testimonianze di coloro che erano accanto a lei: coach, team, genitori, colleghe e avversarie in campo, i giornalisti, Roberta Vinci. E naturalmente Fabio Fognini.
«Dieci anni dopo, quello che mi rimane di Flavia è la sua umanità. I veri campioni sono quelli che usano il loro talento dentro e fuori dal campo», racconta Stacey Allaster, già direttrice degli US Open. «Dieci anni fa è stata una centrifuga di emozioni: una sensazione di gioia, e di pace. Il premio a tutti i sacrifici fatti da me e dalla mia famiglia. Oggi ci ripenso con orgoglio. E tenerezza». Opinionista per Sky Sport, Flavia Pennetta è anche tra i protagonisti del nuovo libro fotografico di Ray Giubilo, “Flying Racquets. Oltre la rete”: un viaggio visivo nel cuore del tennis attraverso l’obiettivo del fotografo ufficiale dei più importanti tornei del mondo. Attraverso oltre 250 immagini selezionate tra quarant’anni di lavoro, Giubilo costruisce un racconto che va oltre la cronaca sportiva: un viaggio nel cuore del tennis, dove la tecnica incontra la grazia, e la tensione del gesto si trasforma in emozione pura. Non solo ritratti di campioni, ma ritratti di umanità, colti in attimi di concentrazione, tra sconfitte e rinascite.
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