Napoli, crollo fisico e confusione tattica: squadra debole e anziana tradita anche dai migliori

L’euforia di un gol trovato dopo soli otto minuti tradisce una squadra che sa essere acerba ed anziana, facile all’emozione e alla depressione, accade alle formazioni non sufficientemente solide e rodate. È fatale l’errore di Politano da troppo tempo in condizioni imperfette. Regala un assist all’avversario, il franco georgiano Mikautadze lanciato verso Milinkovic evidentemente sorpreso e con un giustificato attimo di ritardo in uscita. Il Napoli rimane sgomento e incerto da subire in tre minuti il secondo gol. Non poteva accadere peggio ad una formazione che il Napoli indossa come un abito non suo, quindi a fatica. Se reggono bene due difensori, Rrahmani eccitato dal gol inziale e Rafa Marin che si fa ricordare molto bene dai suoi tifosi dello scorso anno, per gli altri è una gara sempre molto difficile. Perché sono tutti a disagio.

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Politano da troppo tempo in difficoltà sul piano fisico, monocorde nel suo non gioco a destra, è il primo. Non convince Badiashile errante nell’azione del secondo gol spagnolo, come spesso gli accade. A sinistra nella inconsueta posizione Di Lorenzo è ben distante dal regista esterno ammirato sabato con il Frosinone. Gilmour fa ripensare a Lobotka, soprattutto quando le ripartenze del Villarreal trovano un Napoli che stenta a ricomporsi. Proprio perché in questo Napoli male assortito è difficile il tourover. Cambiare diventa ogni volta una scommessa.

La forza del Villarreal che ha una difesa non invalicabile, sembrerà strano, è la velocità degli esterni. Proprio come il primo Napoli di sabato scorso. Saliba e Moleiro tamponano le zone esterne e molto agilmente con maestosa flessibilità, passano alla fase offensiva. A beneficio del tandem d’attacco impostato com’ è sul 4-4-2. La reazione è ancora debole nonostante entrino giocatori che hanno brillato sabato scorso, Lang e Neres che diedero frenesia sorprendente nel primo temo mettendo la vittoria al riparo.

Allegri sempre molto nervoso, la squadra non gli risponde, riaffiorano fatalmente nei suoi pensieri i dubbi e i crucci di tanti cambi. Ma non poteva fare diversamente avendo un calendario fittissimo, 9 gare in 21 giorni, giocoforza deve cambiare. Si accorge subito che non tutto gli è riuscito, anche nei gesti e nelle urla tradisce la sua irrequietezza. I primi che ritira sono quelli in maggiori difficoltà. McTominay, innanzitutto. Politano, ovviamente. Ma anche Giovane che schierato a sinistra da titolari ha combattuto con poco esito. Non ci si inventa catena di sinistra in una sola partita. Pur dimostrando Di Lorenzo di essere il capitano più generoso, conclude la partita stremato, dopo una naturale ripresa nella sua posizione abituale sostituito nella improvvida zona di sinistra da Spinazzola.

Allarmante la resa del Napoli. Tanti motivi possono spiegare le difficoltà trovate con il non eccezionale Villarreal, ma è emersa una fondata conclusione. Osservando McTominay ma anche il fantomatico De Bruyne sparito nella ripresa il Napoli non è attrezzato per reggere confronti così impegnativi con poco tempo utile per ritrovare lucidità ed e nergia. Se i due professori di gioco crollano fisicamente e soffrono in una diversa organizzazione tattica il Napoli può solo ripensare alle leggerezze estive, quando con colpevole ottimismo ha disertato il mercato. Rrahmani e Di Lorenzo sono quel che resta di un grande Napoli. Gennaio è lontano, ma sarebbe opportuno preparare il mercato dei rimorsi e delle nuove speranze.

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