Us Open, è notte fonda. Polemiche per gli orari dei match serali. Venus: “In nessun altro sport”

Notti di stelle e di campioni. Di sbadigli e spalti vuoti. Si va in campo. Ma nell’ora più buia. La follia del regolamento da mal di testa di alcuni tornei, di alcuni Slam, e le lamentele dei protagonisti non servono a nulla. E si arriva agli eccessi, oltre ogni ragionevole orario.

Inizio dopo mezzanotte

Serena Williams è entrata in campo all’Arthur Ashe contro un’altra americana, Sofia Kenin, 27enne vincitrice degli Australian Open 2020, quando la mezzanotte era scoccata da 13 minuti. Il match si è concluso alle 2:01 (con la vittoria della Kenin 6-2, 7-6 per la cronaca ma non è questo il punto, non è la quindicesima sconfitta consecutiva della ex campionessa che non vuole mollare. Il punto è l’ora di inizio del match). Mai nella storia nessuna partita era iniziata così tardi a Flushing Meadows. Venus si è lamentata: “ Non conosco nessun altro sport in cui si debba cominciare così tardi. Ci sono margini per migliorare”.

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Sinner già a Madrid si era lamentato, il doppio turno serale costringe i tennisti, a volte, a scendere in campo anche dopo le 23. Con il match, le conferenze stampa, la doccia, i massaggi, la cena, il ritorno in hotel per un atleta il rischio di andare a dormire alle 4-5 di mattina è molto alto. E questo condiziona il rendimento nel giorno successivo. Per non dire degli spettatori che spesso per stanchezza o impegni devono buttare biglietti costosissimi e abbandonare il match e queste notti poco magiche.

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