Lega, congresso blindato: giornalisti in sala stampa senza poter vedere la platea
Piccola ma indicativa sorpresa al congresso della Lega, oggi e domani a Milano: i giornalisti non possono né vedere a distanza la platea né tantomeno entrarci, dislocati in una sala stampa della fiera tenuta a debita distanza dai lavori in corso, dove si possono solo seguire gli interventi via streaming. “A saperlo, uno stava a casa”, è il commento più gettonato tra gli addetti ai lavori delle varie testate.
A cosa serve poter frequentare una platea di un congresso, come avviene ovunque e da sempre? Vedere le reazioni dei presenti ai vari interventi, gli applausi, i fischi, chi parla con chi e dove, i posti a sedere e così via. Ecco, impossibile. Ma non solo: a congresso cominciato, non c’era una scaletta definita (è arrivata quasi un’ora dopo l’avvio) né era disponibile il documento programmatico di Matteo Salvini.
Sarà che in una sala della MiCo, in concomitanza, è ospitato il congresso degli anestesisti: ecco, avranno pensato bene in via Bellerio, meglio provare a anestetizzare il dibattito – e soprattutto la cronaca.
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