Covid, casi in aumento. L’esperto francese: “Fenomeno mondiale di recrudescenza dell’epidemia”

Finita da anni l’emergenza Covid continua oggi l’aggiornamento dei dati sul virus. L’ultimo bollettino parla di 74 nuovi casi in Lombardia a settembre: più della metà dei 128 registrati in Italia. La catena iniziata con Alpha, Delta e Omicron è arrivata alla variante XFG.

Come ogni anno, assistiamo ad un aumento di casi di Covid in Cina e in Francia il numero di pazienti che si sono ammalati è in lieve aumento. Secondo l’ultimo bollettino pubblicato da Santé publique France il 23 settembre, durante la settimana dal 14 al 20 settembre, come riportato da Paris Match, il numero di visite dai medici di base per il Covid-19 è in aumento (+ 76% rispetto al rapporto con la settimana precedente) per tutte le fasce d’età.

Il professore Antoine Flahault, epidemiologo e professore di sanità pubblica dell’Università Paris-Cité, risponde alle domande di Paris Match. “Si registra effettivamente un aumento dei casi, accompagnato da una crescita di diversi indicatori: dagli accessi al pronto soccorso fino alle visite dai medici di base. Questo incremento generale dei casi si osserva in tutta Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Asia. È un fenomeno molto globale di ripresa dell’epidemia, che ricorda quello che abbiamo già conosciuto nello stesso periodo degli ultimi anni. I pazienti più a rischio sono quelli vulnerabili, gli immunodepressi, le persone anziane o delle donne incinte. Per queste ultime, l’infezione legata al Covid può talvolta causare aborti spontanei”, prosegue il professore francese.

Le varianti

Le varianti attuali derivano principalmente dall’evoluzione della famiglia Omicron e vengono costantemente monitorate da organizzazioni sanitarie come l’Oms e l’Ecdc. Varianti di interesse (VOI) dell’Oms Include la famiglia di JN.1. Sotto-lignaggi monitorati (ECDC): Comprendono varianti derivate come KP.1.2 e KP.4.2, oltre a ceppi in osservazione (VUM) come XFG e NB.1.8.1 (chiamata Nimbus). La variante NB.1.8.1 è oggi quella più diffusa, ma non appare più aggressiva delle precedenti Omicron. I sintomi sono: i disturbi restano simili a quelli delle precedenti forme di Omicron: febbre, tosse, mal di gola, stanchezza e congestione nasale.

Mentre “per la maggior parte delle persone questo virus resta una piccola influenza, per chi è vulnerabile può essere molto più aggressivo”. “Non ho visto una particolare variante virale identificata nel Paese, a differenza, per esempio, dei nostri vicini spagnoli e tedeschi. Al momento riteniamo che si tratti di nuove sottovarianti di Omicron, che conosciamo in Europa dal gennaio 2022. Oggi ne esistono diverse migliaia. Sono più trasmissibili e riescono a superare più facilmente le barriere immunitarie, il che spiega queste nuove ondate di contagi”, aggiunge Flahault.

Ci sarà una prossima pandemia, e non ci troverà pronti. L’allarme di una commissione internazionale di Elvira Naselli 21 Settembre 2026

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Le pandemie

Si è parlato molto di possibili pandemie in futuro. Sul tema è intervenuto anche il generale Francesco Figliuolo rispondendo alle domande dei parlamentari durante l’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus Sars-Cov-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l’emergenza epidemiologica da Sars-Cov-2.

“Ci saranno in futuro altre pandemie, penso all’antimicrobico-resistenza, le zoonosi con i salti di specie, quello che posso dire è che sicuramente non si può pensare – a livello nazionale o europeo – di non avere un’autonomia e una strategia per i dispositivi o i farmaci. Prima di questa pandemia – ha detto Figliulo – si è pensato che in alcune parti del mondo si potesse produrre e in altre dedicarsi al design. I costi della logistica sono lievitati, lo vediamo anche oggi, e poi si rimane indietro. A livello europeo serve un bilanciamento tra la necessità delle materie prime e la possibilità di riconvertire l’apparato industriale”.

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