Nell’era dei selfie 1 italiano adulto su 2 ha già perso almeno un dente, allarme anche per i 30enni

“Con quella bocca può dire ciò che vuole”, recitava il tormentone di una famosa pubblicità di un dentifricio nel 1967. Il sorriso ‘splendente’ era quello di Virna Lisi. Oggi, nell’era dei selfie è ancor più fondamentale per i rapporti con gli altri, eppure ancora oggi non sempre ce ne prendiamo cura. A evidenziarlo sono alcuni numeri emersi da una ricerca presentata oggi dall’Andi, l’Associazione nazionale dentisti italiani a Roma: un italiano adulto su due ha già perso almeno un dente, 7 su 10 teme questo evento e solo 1 su 10 giudica “eccellente” la propria salute orale. E i problemi non sono collegati solo all’avanzare dell’età, visto che il 26% del campione a 30 anni è già in questa situazione.

I dentisti tengono a ricordare che la perdita dei denti non è una conseguenza dell’età. L’analisi è stata condotta da Mentadent su 2.000 cittadini, tra i 18 e i 75 anni, e presentata in occasione dell’edizione 2026 del mese della prevenzione dentale, promosso da Andi.

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Lo studio

Il fenomeno, sottolineano gli esperti, va oltre la salute orale perché non incide soltanto sulla funzionalità della bocca, ma può compromettere sicurezza in sé, relazioni sociali e qualità della vita. Tra coloro che hanno perso un dente, infatti, 1 persona su 2 dichiara di provare ansia e circa 3 su 10 si sente in imbarazzo relativamente a questa condizione. Quasi 1 persona su 4, inoltre, ha evitato di sorridere nelle foto per preoccupazioni legate ai propri denti o al proprio sorriso. Allo stesso tempo, dalla ricerca, emerge un divario tra consapevolezza e azione.

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La prevenzione

Molti italiani sanno che la prevenzione è importante, ma solo 4 su 10 si sentono sicure dei comportamenti da adottare per proteggere i denti nel tempo ed evitarne la perdita. Otto su 10 ritengono comunque che prevenire le patologie della bocca valga lo sforzo anche in assenza di problemi evidenti, mentre 7 persone su 10 si prenderebbero più cura dei denti se fosse più accessibile. A questo si aggiungono ostacoli di diversa natura, tra i quali la difficoltà di accesso a controlli regolari e percorsi di cura continuativi per una parte della popolazione.

Perché cadono i denti

La ricerca evidenzia inoltre che la perdita dei denti non è riconducibile a un’unica causa. Tra le persone che hanno già perso almeno un dente, il fattore principale è riconducibile alle patologie del cavo orale, in particolare carie e malattie gengivali. Ma gli intervistati citano anche altri elementi, come l’età e l’invecchiamento, alcune condizioni di salute e abitudini legate ad alimentazione, fumo e igiene orale. Proprio perché i fattori di rischio sono molteplici, la prevenzione deve essere personalizzata: parte dalla conoscenza del proprio profilo di rischio e si traduce in comportamenti quotidiani corretti e controlli periodici dal dentista.

“Perdere i denti non è normale a nessuna età e non deve essere considerato una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento- ha fatto sapere Fabio Scaffidi, coordinatore Andi nazionale del mese della prevenzione dentale – i denti, come qualunque altra parte del corpo, cambiano nel tempo, ma questo non significa che la loro perdita sia un destino già scritto. La prevenzione quotidiana, insieme a controlli regolari e a una corretta relazione con il dentista, può aiutarci a invecchiare in salute e a mantenere i nostri denti sani più a lungo”.

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I bambini

Una questione che riguarda anche i bambini. La ricerca esamina infatti un campione di adulti, ma la prevenzione va attuata fin da piccoli. “È importante parlare ai bambini e agli adolescenti di questi temi, per costruire routine protettive – spiega Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva dell’Università di Milano – .L’approccio da seguire è creare stili di vita adeguati. Siamo anche il prodotto dei sorrisi che abbiamo ricevuto e di quelli che abbiamo donato agli altri. Il sorriso è una delle modalità con cui il nostro viso esprime emozioni positivi. In questa prospettiva l’igiene orale e la prevenzione odontoiatrica contribuiscono anche a fornire una dimensione di sicurezza emotiva”.

La campagna di prevenzione

Da questa consapevolezza prende il via il 46° mese della prevenzione dentale, la più longeva iniziativa italiana dedicata alla prevenzione orale, promossa da Andi – Mentadent. Sebbene negli anni siano stati compiuti importanti progressi e 8 persone su 10 ritengano che la prevenzione valga lo sforzo anche in assenza di problemi evidenti, molte persone non sanno realmente da dove cominciare o quali comportamenti siano davvero decisivi per proteggere i denti nel tempo e prevenirne la perdita.

In un contesto in cui le informazioni sulla salute sono sempre più numerose e frammentate, il ruolo del dentista diventa ancora più centrale: non solo professionista della cura, ma punto di riferimento per aiutare le persone a distinguere le informazioni corrette e tradurle in comportamenti quotidiani. Dalla ricerca risulta infatti che gli esperti, in particolare dentisti e igienisti, sono le fonti considerate più affidabili quando si parla di salute orale, ma anche che le persone chiedono loro un linguaggio più vicino alla vita quotidiana, meno tecnico e più facile da mettere in pratica.

Affrontando la questione del caro cure, gli esperti hanno ricordato quanto sia importante puntare sulla medicina territoriale. “È importante lavorare sulla medicina di prossimità – ha aggiunto Carlo Ghirlandagià presidente Andi – . Siamo anche impegnati in un fondo sanitario integrativo per riuscire a calmierare i prezzi per i cittadini”.

Intercettare altre malattie

“L’eccellenza clinica da sola non bastase non è accompagnata da una comunicazione efficace tra medico e paziente, finalizzata al mantenimento della salute orale – ha aggiunto Corrado Bondi, presidente nazionale Andi – . Attraverso il mese della prevenzione dentale non promuoviamo soltanto la salute orale, ma riaffermiamo l’autorevolezza e il valore sociale della nostra professione. Con pochi minuti di igiene orale al giorno si fa una prevenzione che oltre tutto è economica”. E aggiunge: “La bocca è il modo più semplice per entrare nel corpo del cittadino e la prevenzione è la massima espressione della nostra responsabilità sociale e deontologica. Insieme al diritto alla salute non dobbiamo dimenticare il dovere di prenderci cura del nostro benessere. Non dimentichiamo che è possibile fare diagnosi di malattie importanti attraverso un semplice esame del cavo orale”.

Un mese per fare prevenzione

Per tradurre questi principi in azioni concrete nasce l’Hub del Mese della prevenzione dentale, uno spazio che raccoglie indicazioni pratiche validate dagli esperti. Per agevolare la prenotazione delle visite di controllo, è stato inoltre ideato il dentist finder: uno strumento per identificare facilmente i dentisti Andi aderenti all’iniziativa su tutto il territorio all’indirizzo: mesedellaprevenzionedentale.it.

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