Il Signore degli anelli, la terza stagione della serie. “Portiamo il pubblico dentro l’oscurità”

“Gli Elfi fabbricarono molti anelli; ma in segreto Sauron costruì un Unico Anello con cui dominare tutti gli altri, il potere dei quali era legato a quello con soggezione assoluta e destinato a durare solo quanto sarebbe durato il suo”. Scrive J.R.R. Tolkien ne Il Silmarillion.

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere – Stagione 3 Trailer Ufficiale

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, la serie da 1 miliardo di dollari di budget, prodotta da Amazon e affidata alla coppia creativa JD Payne e Patrick McKay, è arrivata a quel punto, il momento tanto atteso da milioni di appassionati in tutto il mondo. Con la terza stagione, dall’11 novembre su Prime Video, si compie un percorso. Il malvagio Sauron è all’apice del suo potere. Il mago Gandalf e l’elfa Galadriel assomigliano sempre più ai personaggi che abbiamo imparato a conoscere attraverso la trilogia dei romanzi e i film di Peter Jackson. “Siamo ad un punto di svolta – dice dal Messico lo showrunner JD Payne – In questi nuovi episodi vedremo Sauron costruire l’unico anello, qualcosa che attendiamo da moltissimi anni. Tutto quello che è accaduto prima ci ha portato qui. Ed è anche il momento in cui tutte le strade convergono verso Sauron che è diventato il signore oscuro all’interno della Torre. Il pubblico penserà che la fabbricazione dell’unico anello sia qualcosa di terribile ma per noi è la scena più ambiziosa che abbiamo mai fatto. Abbiamo impiegato più di un anno per realizzarlo: Charlie Vickers è stato un Sauron incredibile, Jason Smith che è il capo degli effetti visivi ha fatto un capolavoro, la cosa migliore della sua carriera”.

L’attore australiano, 34 anni, si è immerso a fondo nel ruolo: “Tolkien lo ha descritto come una delle incarnazioni più pure del male tra tutti i suoi personaggi, tuttavia ha anche scritto che Sauron desiderava risanare la Terra di Mezzo, riorganizzarla, e che all’inizio dei tempi le sue intenzioni erano nobili. Credo che la sua malvagità risulti ancora più inquietante proprio perché nasce da una sincera determinazione nel raggiungere i propri obiettivi, pur ricorrendo ad azioni nefaste per riuscirci”.

Alla fine della seconda stagione c’è stata una rivelazione importante: lo Straniero interpretato da Daniel Weyman è risultato essere Gandalf, il principale baluardo di resistenza contro lo strapotere di Sauron. “Spero proprio che nella terza stagione lo vedremo pienamente trasformato nel Gandalf che conosciamo attraverso gli scritti – dice l’attore britannico – uno degli aspetti più interessanti è vedere Gandalf scoprire di non avere il controllo su tutto. Si crea una sorta di distanza tra lui e lo Straniero – una figura molto determinata e pragmatica, che vorrebbe ricorrere alla magia per impedire immediatamente che la situazione precipiti – e Gandalf comprende che, a volte, non può esercitare tale controllo. E va bene così: non è questo il suo scopo. Il suo compito è esserci, farsi avanti e restare presente quando le cose si fanno difficili; a volte può essere d’aiuto, altre volte no. Questa consapevolezza cambia profondamente il suo modo di rapportarsi agli altri”.

La grande novità di questa terza stagione è l’ingresso nella storia di Celeborn, l’elfo marito di Galadriel che rincontra la sua amata dopo secoli di separazione, lo interpreta il talentuoso Jamie Campbell che deve la sua popolarità al doppio ruolo di Henry Creel / Vecna in Stranger Things. “Essendo una persona piuttosto visiva, ho trovato molta ispirazione nei dipinti di Tolkien. Ho voluto approcciarmi a lui con grande sensibilità, sia per una mia esigenza personale, sia per creare uno spazio di affetto con Galadriel. Credo che, per stabilire una connessione autentica, sia necessario abbattere le proprie barriere; l’amore, in fondo, consiste proprio in questo: lasciar cadere i muri che ci proteggono. È ciò che ho cercato di fare con lui. Certo, è un combattente: ho affrontato un intenso lavoro di preparazione, tra acrobazie, studio del movimento e persino danza”.

Prevista fin dall’inizio come una saga da cinque stagioni la serie è considerata la più costosa della storia della tv. “Facciamo di tutto per non pensare al budget – dice JD Payne – Siamo molto felici del fatto che Amazon abbia preso con tale serietà l’impegno dopo aver comprato i diritti dagli eredi di Tolkien e ci abbiano dato tutti gli strumenti per realizzarlo. Sentiamo una grande responsabilità nei confronti dello scrittore, nella storia della letteratura c’è la Bibbia, certi scritti di Mao Tse Tung e poi Tolkien. I suoi sono scritti amati in tutto il mondo e noi sentiamo la responsabilità nei confronti di tutti gli appassionati della saga perché noi, Patrick e io, siamo a nostra volta molto appassionati. Ogni giorno sul set ci guardiamo e ci diciamo siamo nella Terra di mezzo e faremo il lavoro migliore possibile”.

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