La Festa chiude con 120.000 spettatori. Miglior attore Paolo Pierobon, a Smutniak premio pubblico

È arrivata alla fine la ventunesima Festa di Roma con una premiazione emozionante grazie alla commozione di Kasia Smutniak, la poesia e il canto del regista di Congo Boy Rafiki Fariala, che ha intonato a cappella un brano del film, e l’ironia di Paolo Pierobon che ha parlato di Brianza come “un film fatto con pochi dané”.

Paolo Pierobon: “Io miglior attore, premio inaspettato. Brianza un film piccolo, economico, libero”

Kasia Smutniak ha vinto il premio del pubblico per il suo film Mustang che muove dai viaggi fatti con il compagno Pietro Taricone in Tibet, un filo interrotto dalla tragica morte di lui per incidente e riannodato dalla figlia Sophie che, ormai giovane donna ha scelto di riprendere la videocamera del padre e tornare su quei luoghi. Il ritorno è per fare qualcosa per la popolazione del Mustang dove non esiste neppure la strada. E l’incasso del film sarà interamente devoluto alla causa.

Mustang, “così lontano da poter credere di essere chiunque”

L’attore veneto Paolo Pierobon, protagonista dei film di Virzì, Martone, Bellocchio, Strippoli, nel film di Simone Catania Brianza interpreta un eccentrico uomo d’affari ai limiti della legalità, pronto a tutto per fare soldi. Che entra in società con l’erede di una prestigiosa armeria di una cittadina brianzola, ma il rapporto di amicizia, dipendenza, rivalità diventa piano piano sempre più tossico.

“Brianza” in concorso alla Festa di Roma. Simone Catania: “Un film anarchico”

A condurre la cerimonia di chiusura è stata ancora una volta Ema Stokholma: “Questa è la serata dei vincitori, dell’emozione anche la mia, pronta per un paio di gaffe. Ho imparato varie cose in queste settimane tranne come si esce da questo Auditorium”. Poi ai giurati ha detto: “Avete fatto un gran lavoro, ora siete liberi. Di fronte al fortissimo rumore di quello che accade fuori ho pensato che bello il cinema che ci chiede semplicemente di fare silenzio”.

A chiudere la ventunesima edizione anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri che dal palco ha detto: “Questa si conferma la festa del pubblico ma anche la casa del cinema indipendente e libero. Grazie per questi film che ci parlano dei problemi del nostro tempo e ci indicano la strada per cambiare il mondo in meglio”.

Nel penultimo giorno della Festa del cinema (domani ancora proiezioni per il pubblico compresa quella della commedia dark di Massimiliano Bruno Un tranquillo funerale di famiglia), il presidente Salvo Nastasi e la direttrice Paola Malanga fanno il punto di questa ventunesima edizione. Che ha avuto un numero record di spettatori: 120.000. Per la ventiduesima edizione, quella del 2027, le date saranno da martedì 19 ottobre a domenica 31 ottobre.

“I film sono tanti, ma il pubblico è molto diverso e ampio. Non ci sono solo spettatori romani ma anche tanti stranieri di passaggio o che vivono qui – ha detto Nastasi –. Se avessimo più sale potremmo fare di più. Certamente ci sarà una crescita di numeri grazie all’accordo con la sala Santa Cecilia che avremo a disposizione dall’inaugurazione per una settimana e questo avrà un effetto sui numeri ma anche sulle scelte artistiche. Quella di Roma è una Festa allegra, un contenitore culturale, per tutte le fasce della popolazione, una grande casa del cinema indipendente”.

“Il dato del pubblico di queste quasi due settimane ci ha fatto molto piacere – commenta Malanga – l’idea era di comporre una proposta molto ampia dove gli spettatori potessero passare da un tipo di film a un altro. La Festa nella sua doppia accezione anche di festival offre la possibilità di andare a vedere qualcosa per cui non si era pronti. Mi è capitato che mi dicessero ‘ho visto un altro film perché per quello che volevo non c’era posto e ho scoperto qualcosa che non mi aspettavo’. Credo che siamo riusciti a fare un passo avanti in una definizione più precisa del progetto iniziale di certe sezioni che sono più chiare. Da domani cominceremo a pensare alla prossima edizione. Si può e si deve migliorare, i margini ci sono, ma certo non si devono ridurre i film proposti. Per una grande città, per la Capitale, 190 film non sono così tanti. È la dimensione giusta perché Roma è grande e anche la Festa lo è”.

Tutti i premi

Premio del pubblico a Kasia Smutniak per il documentario Mustang

“Vorrei ringraziare chi ha votato questo film, questa storia che non sappiamo ancora come chiamarlo se film o documentario qui è stato accolto in maniera incredibile. Questo film ho deciso di farlo qualche anno fa quando come persona e come artista mi sono sentita persa, abbandonata svuotata dal senso di cosa stavo facendo un momento perché abbiamo un’enorme possibilità e responsabilità di portare le emozioni alle persone. Anche io faccio parte del pubblico e mi aggrappo ai film che vedo e li porto con me. Ho deciso di raccontare la mia storia non perché importante ma perché all’interno c’era una sorta di speranza, una piccola scuola ai confini del mondo dove c’è una comunità e un gruppo di bambini che della felicità fanno scienza”. Ha ringraziato poi la casa di produzione Fandango “che ha deciso che tutto il devoluto andrà a questa comunità”.

Miglior film

I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard

Gran Premio della Giuria

The life and death of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson

Miglior regia a Rafiki Fariala per Congo Boy (che ha vinto anche ex aequo il premio del pubblico con il film di Kasia Smutniak)

“Il mio produttore italiano non mi ha dato la notizia in anticipo quindi non ho potuto preparare un discorso in italiano – ha detto il giovane regista – È un grande onore per me ricevere il premio. Non ho fatto scuole di cinema vengo dalla repubblica centro africana dove ho visto tanti film. Non avrei immaginato di poter un giorno fare un film che potesse parlare a tutti”

Miglior sceneggiatura a Diego Luna, Abia Castillo e Diego Rabasa

per Ceniza en la boca

“Grazie per averci voluti qui – ha detto l’attore e regista messicano – volevamo ricordare la storia di un migrante costretto a lasciarsi tutto alle spalle e cercare trovare un luogo dove sentirsi a casa. Dedico il film a chi fa il cinema perché è un luogo di rifugio dalla violenza e l’ignoranza Grazie Roma!”

Premio alla Miglior attrice

Victoria Luengo per Sants di Mikel Gurrea

“Un premio importante per me e per il film – ha detto l’attrice spagnola – spero che porti il film Condivido il premio con Mikel Gurré un grande regista e un amico e con gli altri attori e troupe. Viva l’eterna Monica Vitti

Premio al Miglior attore ex aequo

Anthony Boyle per il film I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard

Paolo Pierobon per il film Brianza di Simone Catania

“Sono molto onorato di questo premio che va ad una casa di produzione piccolissima di Torino con pochissimi dané come si direbbe in Brianza – ha detto l’attore di Virzì, Bellocchio, Martone – Ringrazio per questo sorprendente riconoscimento ma desidero dedicarlo a Marina Rocco, grande attrice e al mio compagno Fausto Russo Alesi”.

Premio speciale della Giuria

Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi. “Come filmaker palestinese sono molto fortunato essere qui – ha detto il regista – abbiamo avuto tempi duri con il mio popolo che si trova a combattere genocidio e guerra”. Il regista ha ricordato come ispirazione il cinema di Ermanno Olmi.

Premio al miglior documentario

Into the Jaws of the Ogre della regista francoiraniana Mahsa Karampour che ha filmato suo fratello nella vastità degli Usa ha dedicato un pensiero a tutti i giovani sia francesi che iraniani che italiani che non riescono di poter realizzare quello che sognano

Menzione speciale a Un hiver russe di Patric Chiha

Storia di un gruppo di ragazzi russi che cerca di lasciare il paese in seguito all’invasione della Russia

Miglior opera prima

Clementine Orange della regista svedese esordiente Lisa Forslund Menzione speciale a El tren fluvial di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale (due registi argentini di cui Lucas è morto a giugno in un incidente)

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