Maschi veri, la seconda stagione: “Stavolta vediamo se i protagonisti hanno fatto veri passi avanti”

Inseparabili e solidali. Maschi si nasce, uomini si diventa: Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti, rispettivamente nei ruoli di Mattia, Massimo, Riccardo e Luigi, sono pronti a rimettersi in gioco nella seconda stagione di Maschi Veri, dal 7 ottobre su Netflix. Nonostante si sentano ormai “decostruiti dalla mascolinità tossica”, i quattro amici sono ancora alla ricerca di quell’equilibrio tra i sessi duramente colpito dai cambiamenti di status e di vita, sia nelle dinamiche sentimentali che nelle nuove relazioni in corso. In questa nuova stagione ritroviamo le quattro coppie esattamente all’opposto di come le avevamo lasciate: i nostri “maschi” restano fuori posto come sempre, ma più amici che mai. Tornano anche Thony (Tiziana), Sarah Felberbaum (Ilenia), Laura Adriani (Daniela), Alice Lupparelli (Emma), Nicole Grimaudo (Federica) e Davide Iacopini (Eugenio). E nel cast arrivano Carolina Crescentini (Simona), Silvia D’Amico (Paola), Alessio Boni (Giordano), Giancarlo Commare (Augusto), Ilenia Pastorelli (Tecla) e Luca Bizzarri.

Nata come versione italiana della spagnola Machos Alfa, la serie aveva messo in scena i quattro protagonisti che partecipano, in gran parte loro malgrado, a un corso per la ‘decostruzione dalla propria mascolinità tossica’. Stavolta “vediamo se hanno fatto passi avanti”, dice Francesco Montanari nei panni di Riccardo che, dopo aver perso il suo locale e la compagna Ilenia (Sarah Felberbaum), si lancia in una nuova sfida lavorativa. “Si rende conto di non aver costruito niente –racconta l’attore – ed è costretto a mettersi in gioco, anche aiutato dai suoi amici; in realtà riscopre tante possibilità. Penso sia quello è cambiato di più fra i quattro, anche se del tutto a livello inconsapevole e volontario”.

Dall’altra parte Ilenia “fa un percorso indipendente, un giro forse più largo, deve scoprire ancora delle cose di se stessa” dice Sara Felberbaum. Ad ospitare Riccardo nel momento di difficoltà è l’amico Massimo (Matteo Martari), dirigente televisivo, anche lui alle prese con un nuovo lavoro e ancora single, dopo la rottura con la compagna Daniela (Laura Adriani): “Vedremo se il corso di decostruzione su di lui ha funzionato o no – spiega Martari – perché effettivamente è impossibile che funzioni in maniera meccanica. È necessario assorbire le informazioni, farle sedimentare, lavorarci sopra”. Daniela “penso che sia maturata nel mettere i propri confini – dice Laura Adriani – finché Massimo non fa dei passi avanti, lei sta lontana. Questo penso che sia il reale femminismo”.

Decisamente più serena la situazione per Luigi (Pietro Sermonti), che ha ritrovato l’armonia con la vulcanica moglie Tiziana (Thony), anche se non mancano difficoltà e sorprese. “Loro superano la crisi di appassimento e di declino del desiderio dopo 12 anni insieme – commenta Sermonti – Ricominciano a fare l’amore come degli adolescenti, peraltro vivendo separati”. La “nostra coppia penso sia la migliore – aggiunge con un sorriso Thony – Tiziana in questa seconda stagione impara ad ascoltare qualcosa che va oltre se stessa”. Invece Mattia (Maurizio Lastrico), affronta un momento di passaggio tra il passato e nuove strade, supportato dalla figlia Emma (Alice Lupparelli): “Lui credeva di essere molto più avanti, ma si rende conto che non si poteva risolvere tutto con quel corso – spiega Lastrico -. E quindi si trova a dover far fronte a delle pulsioni, all’amore, vive un momento di grande evoluzione e cambiamento”. Parallelamente Emma “sta crescendo: sbaglia inciampa, sta cercando se stessa come tutti i giovani adulti” osserva Lupparelli. Un elemento che unisce i personaggi femminili della serie è l’essere indipendenti e con la capacità di non farsi manipolare.

“Un aspetto importante da raccontare. Alle donne nessuno ha insegnato a mettere i confini – sottolinea Adriani – anzi ci hanno insegnato a essere compiacenti, sempre brave, a dire di sì, perché altrimenti non ci avrebbero amato. E invece è il contrario, imparare a dire no è fondamentale”. D’altronde “non è che cada dall’alto la fine del patriarcato – commenta Pietro Sermonti – gli uomini qui fanno un lavoro su di sé anche perché hanno di fronte donne più mature e forti, che hanno il coraggio di dire le cose, i maschi ce l’hanno un po’ meno”.

Condividi questo contenuto: