Più liberi e meno stressati, 50 anni l’età della saggezza

La mezza età come punto di svolta. Dopo i 50 anni molte persone sperimentano una nuova fase, nella quale non si cerca più di corrispondere alle aspettative degli altri ma si scelgono i propri desideri autentici. Per la mental coach Alessandra Bitelli, esperta di benessere della donna e autrice del libro Il primo romanzo utile del coaching (Di Leandro & Partners Ed.), “il criterio non è più piacere o dimostrare, ma riconoscere cosa vogliamo tenere e cosa lasciare andare”.

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La capacità di fare la scelta giusta

La capacità di discernere, che è frutto di errori, delusioni, prove fallite e superate, ci insegna a distinguere le situazioni e le persone che ci prosciugano da quelle che invece ci restituiscono energia. Da giovani, infatti, in molti casi si sceglie per compiacere i desideri degli altri e fare ciò che si aspettano da noi; nella prima maturità il peso delle responsabilità ci può indurre a mettere da parte le nostre aspirazioni in nome di priorità come il lavoro o la famiglia. Con la mezza età spesso arriva anche l’esigenza di guardare le cose da un altro punto di vista. Cambiare lavoro, lasciare relazioni che non fanno più bene, imparare qualcosa di nuovo, riprendere passioni sospese: dopo i cinquant’anni spesso si ha l’occasione di fare scelte che sono state rimandate per decenni. Significa ritrovare sé stessi, scoprire passioni inaspettate, innamorarsi di nuovo della vita.

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Liberarsi dal peso del giudizio degli altri

Per compiere questo passo decisivo, secondo Bitelli, è necessario liberarsi del peso del giudizio degli altri e porsi quattro domande fondamentali: Cosa posso lasciare andare senza rimpianti? Dove sto investendo energie che non mi restituiscono nulla? Quale scelta mi farebbe sentire più coerente con me stessa? Cosa voglio iniziare a fare per me nei prossimi mesi? Non tutto ciò che abbiamo costruito deve essere mantenuto. Se non genera più serenità “lasciarlo non è fallire, è fare spazio”.

Ma per arrivare all’età della saggezza in modo da poterne apprezzare i vantaggi è fondamentale mantenersi in buona salute fisica: uno studio condotto dal Chia-Yi Christian Hospital di Taiwan su oltre 2300 adulti sani ma con diverso stile di vita ha dimostrato che le persone che praticano attività fisica con maggiore regolarità tendono ad essere più felici e soddisfatte della loro vita, e questa soddisfazione aumenta proporzionalmente con l’età.

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L’attività fisica

L’attività fisica regolare, oltre agli ovvi benefici come controllo del peso corporeo, mantenimento di una migliore funzionalità, miglioramento del metabolismo e prevenzione di molte malattie, aumenta l’intensità delle esperienze emotive positive e aiuta a focalizzarsi su un punto di vista personale, favorendo un giudizio sulla propria vita sintonizzato più autenticamente sui propri desideri.

Il meccanismo con cui l’attività sportiva migliora la capacità di sentirsi soddisfatti è duplice: sul piano fisico i benefici cardiovascolari e l’aumento della forza aiutano a percepire un maggior valore della propria persona, mentre sul piano psicologico lo stesso effetto è raggiunto grazie alla diminuzione degli stati d’animo ansiosi e depressivi. Questi effetti sembrano più marcati nelle donne.

Meno stress

Lo stress sembra invece avere un ruolo meno decisivo nell’influenzare la nostra percezione della qualità della vita che conduciamo: l’epidemiologa Mai Stafford, dell’Unità di ricerca sull’invecchiamento dell’University College di Londra, in uno studio su oltre 7500 persone tra i 45 e i 60 anni non ha riscontrato associazioni significative tra il grado di soddisfazione personale e i livelli salivari di cortisolo, ormone prodotto in maggiore quantità in situazioni stressanti. Sembra quindi che per favorire la nostra capacità di valutare serenamente se la nostra situazione esistenziale è coerente con i nostri desideri più profondi la cosa più importante non sia proteggersi dallo stress, ma acquisire più consapevolezza del proprio essere, sia su un piano psicologico che fisico.

Francesco Cro, psichiatra, Dipartimento di Salute Mentale, Viterbo

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