La visita privata di Thiel ora imbarazza il British
LONDRA – Quando all’inizio dell’estate è andato in vendita online il primo lotto di biglietti per vedere l’arazzo di Bayeux, la mostra che aprirà il 10 settembre al British Museum, 40mila persone hanno atteso fino a otto ore per poterne acquistare uno e molti sono rimasti a mani vuote. Ma nei giorni scorsi un controverso tecnocrate miliardario americano, strettamente legato a Donald Trump e al vicepresidente J.D. Vance, ha potuto ammirare i delicati tessuti senza aspettare nemmeno un minuto, e ancora prima che l’esibizione aprisse al pubblico, durante una visita per vip organizzata appositamente per lui dai responsabili dell’illustre museo londinese. Un trattamento di favore, quello ottenuto da Peter Thiel, fondatore del sistema di pagamenti via web PayPal, che suscita dissenso a Londra. Insieme al sospetto che ci sia dietro la prospettiva di una donazione, sebbene per il momento non risultano sue elargizioni di fondi al British.
Peter Thiel (Foto di Nordin Catic/Getty Images per The Cambridge Union)
Rivelata dal quotidiano Guardian, la visita arriva mentre una commissione della Camera dei comuni chiede al governo laburista di Andy Burnham di cancellare il contratto da 330 milioni di sterline assegnato dal National Health Service (Nhs, il servizio di sanità nazionale) a Palantir, la società di software di proprietà di Thiel che fornisce analisi di dati digitali e piattaforme di intelligenza artificiale ad aziende private e pubbliche. La compagnia collabora anche con le forze armate di Stati Uniti, Israele e Regno Unito. L’uso dei suoi programmi di IA per guidare bombardamenti a Gaza e in Iran, così come per i raid dell’Ice (la polizia anti immigrati) in America, ha scatenato proteste su entrambe le sponde dell’Atlantico. A maggio, il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha bloccato un contratto analogo fra Palantir e Scotland Yard, affermando che il denaro pubblico della capitale va dato «a chi ne condivide i valori»: un riferimento ai legami del tecnocrate americano con Trump, Vance, il movimento Maga e in precedenza con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, che aveva investito 40 milioni di dollari in un fondo gestito da Thiel. Come se non bastasse, Thiel ha recentemente lanciato una serie di seminari nei quali parlava dell’Anticristo e dell’imminente avvento dell’Armageddon, la fine del mondo.
L’Anticristo di Peter Thiel? Bruxelles e le ong
Lo staff della mostra sull’arazzo, che risalgono a mille anni fa, ricevuti in prestito dalla Francia dopo anni di trattative e raffiguranti la battaglia di Hastings, una data fondativa nella storia dell’Inghilterra, solleva inoltre preoccupazioni sul fatto che i tessuti siano stati esposti inutilmente alla luce più del tempo necessario (e rigidamente regolamentato per proteggerli da danni), per farli vedere a un individuo «senza alcun interesse per l’arte», scrive il Guardian. L’ex ministro del Tesoro conservatore George Osborne, attuale presidente del British Museum, era a conoscenza della visita riservata offerta a Thiel. Nulla di illegale, ma c’è il sospetto di un piacere fatto nella speranza di ottenere in cambio qualcosa, anche se non si sa ancora cosa. Il British si appresta a chiudere un’ala del museo per un costoso restauro che durerà un decennio ed è in cerca di ricchi donatori.
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