Da Ruffini e Gabrielli 43 proposte, da tasse e sicurezza: “Serve una lista unica di centro”

“Sei strade verso l’uguaglianza. Quarantatré proposte (Più Una) per un Paese più uguale”. Si intitola così il programma di Più Uno presentato oggi da Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli alla Stampa Estera. “L’esattore e lo sbirro ci chiamano – osserva l’ex-capo della polizia – è una modalità irridente ma che può essere una sollecitazione giusta, cioè quella di parlare un linguaggio di chiarezza”. E da Ruffini arriva un auspicio: “Serve una lista unica del centro non solo alle primarie del centrosinistra ma anche alle ‘secondarie’. Nei prossimi giorni io e Franco contatteremo le altre forze di centro che fanno parte del campo progressista”. E aggiunge: “Troviamo una sintesi e presentiamoci uniti alle prossime elezioni ed eventualmente alle primarie”.

Vista le “competenze” nel programma spazio a fisco e sicurezza ma non solo. Queste le “sei strade verso l’uguaglianza” più una , come recita il titolo del dossier: “‘Uguali di fronte allo Stato’, fisco e pubblica amministrazione devono essere più semplici, coordinati e responsabili, senza scaricare sui cittadini passaggi e informazioni che lo Stato può gestire da sé”. Poi “‘Uguali nella sicurezza e nella giustizia’: prevenzione, presidio pubblico, coordinamento e responsabilità devono proteggere cittadini e operatori; la giustizia deve rendere effettivi i diritti e la pena deve essere formativa e preparare al reinserimento”.

Ed ancora: “‘Uguali nei diritti sociali’: salute, cura, casa e sostegni devono essere accessibili davvero e raggiungere chi ne ha diritto, senza dipendere dal reddito, dal territorio o dalla capacità di orientarsi tra gli uffici”. E poi “‘Uguali nella conoscenza e nelle opportunità: infanzia, scuola, insegnanti, diritto allo studio, formazione tecnologica superiore e ricerca devono ridurre il peso delle condizioni di partenza e allargare le possibilità di ciascuno”.

La quinta è “‘Uguali nel lavoro, nelle competenze e nell’integrazione’: lavoro sicuro, salari adeguati, formazione, innovazione e integrazione devono rafforzare autonomia, partecipazione e opportunità”. La sesta “‘Uguali nei territori, nell’ambiente e nel patrimonio’: mobilità, acqua, manutenzione, energia, adattamento climatico, bonifiche, cultura e turismo devono ridurre le distanze e rendere lo sviluppo più solido e diffuso”.

Quindi c’è l’ultima, la “Più Una” ovvero “‘Una direzione per la crescita: l’industria, la ricerca, l’innovazione tengono insieme le possibilità per l’uguaglianza”.

La particolarità, anzi come dice Gabrielli il “valore aggiunto” è che sono indicati i costi di ogni singola misura proposte per un totale di poco più di 11 miliardi. E Ruffini e Gabrielli individuano anche dove si potrebbero andare a cercare le coperture. “Sappiamo dove cercare. Tra contributi, sussidi e incentivi alle imprese ci sono 41 miliardi di spesa che si possono ridurre o eliminare, a partire dagli aiuti che non producono risultati. Negli acquisti della pubblica amministrazione ci sono altri 18 miliardi che si possono ridurre comprando meglio. E lo Stato incassa poco da edifici, società partecipate e beni pubblici dati in concessione. Gestirli meglio vale tra 4 e 5 miliardi l’anno in più. Nel complesso, quindi, le risorse per queste proposte ci sono”.

Ruffini e Gabrielli si soffermano su alcune delle proposte presentante che, spiegano, “mettiamo a disposizione del centrosinistra. Confidiamo che sarà possibile trovare una sintesi tra le varie proposte, una sintesi che sarà la piattaforma di base per la proposta del centrosinistra e poi con le primarie si vedrà chi potrà rappresentare al meglio quella proposta”. Sul fisco parla l’ex-direttore dell’Agenzia delle Entrate: “Dico subito no nuove tasse. Non per scrollarmi di dosso la veste di esattore ma perché siamo a un record di pressione fiscale e per andare incontro al tessuto produttivo, le piccole imprese, commercianti, le partite Iva che sono costretti ogni anno ad anticipare le tasse senza ancora aver incassato. Noi proponiamo che invece dell’anticipo su guadagni che non si sono ancora visti, si paghino le tasse non su quello che si presume di guadagnare ma incasso per incasso. Una proposta di buon senso”.

Come quella della “precompilata dei diritti, un modo per mettere a sistema tutte le informazioni in modo di sapere a cosa si ha diritto, fare in modo che questa possibilità vengano realizzata nella vita di ogni cittadino”, spiega Ruffini. Gabrielli oltre che di sicurezza con la proposta, tra le altre, di una “centrale operativa unica” delle forze dell’ordine perché agiscano in modo coordinato, parla anche di immigrazione. “Per noi l’immigrazione per noi non è una minaccia, non è un problema ma una questione da gestire e da affrontare con intelligenza. L’integrazione non è un atto generosità ma atto strategico. E vanno tenuti insieme tre pilastri fondamentali: flussi illeciti, rimpatri e integrazione”.

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