Report, Piervincenzi: “Se Ranucci venisse reintegrato mi caccerebbe”
Se Sigfrido Ranucci venisse reintegrato… “Immagino mi caccerà via…”. A parlare, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è il giornalista e nuovo conduttore di Report Daniele Piervincenzi, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli.
Potreste condurre in tre?, chiedono. “Decide la direzione, io sono a disposizione, sono un giornalista del servizio pubblico, vado dove mi mandano. L’ultima volta mi hanno mandato in Ucraina, se resto a Report anche con Ranucci sto meglio”. Ranucci aveva scritto che la sua scelta alla guida del programma di inchiesta era mortificante. “La nostra storia professionale parla per noi, tutto quello che potevamo mettere sul campo lo abbiamo messo”. Con lui vi siete sentiti? “Mi ha chiamato, era molto aggressivo”. E’ vero che le ha detto ‘se rinunci sei un grande’? “Sì”. Lei come gli ha risposto? “Sigfrido, sono travolto dalla notizia, incontriamoci, parliamo con la redazione e prendiamo una decisione insieme. Ma lui non ha aspettato, ha preferito fare quelle dichiarazioni”.
“Su di me è stato detto anche che sono di destra, una cosa che se sapesse mio nonno si rivolterebbe nella tomba. – ha continuato Piervincenzi – Non lo sono mai stato e se solo lo fossi stato la mia famiglia mi avrebbe messo fuori dalla porta, vista la nostra storia familiare”. Alle ultime elezioni per chi ha votato? “Non lo posso dire, diciamo non per la maggioranza”. Per Renzi o Calenda? “No”. Per l’opposizione? “Precisamente”.
Ranucci, ricorso per il reintegro. La Rai avvia azione disciplinare
Giudice del lavoro si riserva sul ricorso di Ranucci contro la Rai
Il giudice del Tribunale del Lavoro di Roma si è riservato di decidere sul ricorso d’urgenza presentato dai legali di Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report. Al termine dell’udienza il giornalista ha lasciato il tribunale in auto senza rilasciare dichiarazioni.
Presente in Tribunale anche il direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini che uscendo ha spiegato: “Ero venuto qui come persona informata sui fatti se il giudice avesse voluto sentirmi”. Ma, secondo quanto si apprende, non è stato ascoltato in udienza stamattina.
“Il giudice è in camera di consiglio” ha spiegato l’avvocato Maurizio Santori, uno dei legali che rappresenta la Rai.
“Deciderà se fare una prova orale”, ossia se sentire testimoni, “o darci un termine per note per esplicitare meglio le nostre difese”.
Ad accompagnare l’ex conduttore di Report il collegio dei giuslavoristi, composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, che operano all’interno del più ampio team di legali coordinato dal professor Roberto De Vita.
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