Cuore, ecco cosa rischia davvero chi assume anabolizzanti come doping
Il cuore, e in particolare il ventricolo sinistro che ha il compito di spingere il sangue nell’aorta e quindi all’intero organismo, si ispessisce in modo persistente. Col tempo, la capacità di pompare il sangue si compromette, perché lo stesso ventricolo tende a perdere la capacità di contrarsi come dovrebbe e soprattutto di rilassarsi a sufficienza tra un battito e l’altro. Alla fine, quindi, il ventricolo sinistro non svolge regolarmente il suo compito. Quanto avete letto fino ad ora è, in sintesi, il percorso (non certo virtuoso) che emerge da uno studio apparso sull’European Heart Journal Cardiovascular Imaging: la ricerca mostra come l’uso prolungato di steroidi anabolizzanti-androgeni possa avere pesanti conseguenze per il cuore. L’analisi ha esaminato per quasi dieci anni atleti che hanno utilizzato steroidi anabolizzanti durante l’allenamento con i pesi per quasi dieci anni. La ricerca è stata guidata da Vibeke M. Almaas, del Dipartimento di Cardiologia presso il Rikshospitalet – Ospedale Universitario di Oslo.
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Analisi approfondite
Sono stati valutati nell’indagine 101 utilizzatori di steroidi e 71 atleti che invece non ne hanno assunti, considerando anche persone che hanno smesso l’utilizzo di questi trattamenti o che hanno ripreso l’impiego. Attraverso questionari auto-compilati e interviste cliniche, si sono indagati eventuali sintomi riconducibili a patologie cardiovascolari come le malattie delle arterie coronariche, il tempo dedicato all’allenamento di forza e resistenza e l’uso di steroidi anabolizzanti, con eventuale interruzione di assunzione oltre che di dosaggi. Inoltre sono state richieste informazioni sulla prestazione massima raggiunta in termini di sollevamento pesi, sul consumo di alcol, fumo e uso di droghe. Sul fronte dei test, sono stati valutati i valori ormonali con esami del sangue e sono stati realizzati esami ecocardiografici per studiare il cuore. Risultato. “Abbiamo scoperto che l’uso continuato di steroidi anabolizzanti tra atleti di forza maschi adulti e di mezza età, anche a dosaggi bassi, era associato a un ispessimento persistente del muscolo cardiaco, a contrazioni compromesse e a un peggioramento della capacità di rilassamento del cuore – spiega la specialista norvegese in una nota della Società Europea di Cardiologia (ESC) -. Ben il 17% di coloro che hanno continuato ad assumere steroidi anabolizzanti ha mostrato una grave riduzione della funzionalità cardiaca”.
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Chi smette recupera
Dall’indagine emerge anche che l’effetto negativo sulla salute cardiovascolare può essere reversibile, interrompendo l’uso di steroidi anabolizzanti e, ovviamente, non ricominciando. Non sarebbe invece utile la semplice riduzione dei dosaggi: solo la sospensione completa degli steroidi anabolizzanti insieme a trattamenti mirati per l’ipertensione ha permesso di migliorare la situazione cardiovascolare e l’assunzione di farmaci per il trattamento dell’ipertensione ha prodotto un miglioramento importante. Il consiglio finale, insomma, è semplice: interrompere l’assunzione di steroidi anabolizzanti diventa una salvaguardia per la salute del cuore. “L’interruzione dell’uso di steroidi anabolizzanti è risultata associata a una riduzione dell’ispessimento del muscolo cardiaco e a miglioramenti della funzione cardiaca, suggerendo che almeno alcuni di questi effetti avversi potrebbero essere reversibili dopo l’interruzione e potrebbero persino diventare paragonabili a quelli dei non utilizzatori nel gruppo di controllo” è la conclusione di Almaas. Intanto, un consiglio comunque importante: controllate la pressione. Dallo studio emerge che la terapia per ridurre i valori pressori nei soggetti che assumono regolarmente steroidi anabolizzanti si associa a un miglioramento della funzione di pompa del ventricolo sinistro.
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