Premio Rita Levi Montalcini per il giornalismo scientifico a Elvira Naselli
Sono passati quarant’anni – era appunto il 1986 – da quando Rita Levi Montalcini, una delle scienziate più brillanti del nostro Paese, vinse il premio Nobel per la Medicina, unica italiana ad essere stata insignita, per la sua scoperta del Nerve Growth Factor (NGF), il fattore di crescita nervoso, una proteina fondamentale per lo sviluppo, la crescita e la sopravvivenza delle cellule nervose. Una scienziata tenace, ma nello stesso tempo pronta a cambiare idea (La misura dell’intelligenza è la capacità di cambiare, ripeteva), sostenitrice dell’importanza delle donne nel mondo della ricerca (perché il cervello non ha sesso, spiegava). Ricerca che per lei era vita: non aveva smesso neppure quando, con le leggi razziali, le fu impedito di continuare a farla pubblicamente: montò un piccolo laboratorio in camera da letto.
Ed è a lei, che ha lavorato ben oltre i 100 anni, che sono stati dedicati i premi “L’eccellenza è donna”, consegnati a Roma, a Palazzo Valentini, con una iniziativa promossa dall’Accademia Tiberina, in collaborazione con la Levi Montalcini Foundation e l’Accademia culturale internazionale Cartagine 2.0, a personaggi del mondo della cultura, del giornalismo, della ricerca e della scienza, dell’arte. Uno dei premi destinati al giornalismo, quello che riguarda il giornalismo scientifico, è stato assegnato ad Elvira Naselli, vice caporedattrice di Salute, per il suo impegno nello spiegare con un linguaggio chiaro ma non didascalico la medicina e la salute sul sito e sul giornale. E per aver sottolineato quanto sia importante una medicina che non trascura il genere femminile, diverso dal maschile: diversi i sintomi, talvolta, basta pensare a quelli dell’infarto, modulate in modo diverso rispetto agli uomini le terapie.
Condividi questo contenuto:



