Mostra del cinema di Venezia 2026: date e film in concorso. Ecco tutto quello che c’è da sapere

VENEZIA – La Mostra del cinema di Venezia, ottantatreesima edizione dal 2 al 12 settembre, sotto il segno del regista premio Oscar Danny Boyle e della star di Hollywood ormai europeo, di casa tra Italia e Francia, George Clooney. L’edizione di quest’anno avrà un’inaugurazione in chiave internazionale grazie al film Ink che racconta un anno centrale nella storia dell’umanità ma anche del giornalismo e della società. “1969, l’anno in cui siamo sbarcati sulla Luna per la prima volta, è l’anno in cui Rupert Murdoch e Larry Lamb lanciarono un quotidiano destinato a cambiare il mondo ancora di più – dice il regista di Trainspotting, The Millionaire – Molto prima di Fox News, del clickbait e di Truth Social, decenni prima di Twitter, Facebook, Google e OnlyFans, questi due uomini crearono un nuovo tabloid che, contro ogni previsione, divenne il quotidiano più venduto al mondo”.

George Clooney – habitué della Mostra – riceverà nella serata inaugurale il Leone d’oro alla carriera a ventotto anni dalla sua prima volta alla Mostra, quando arrivò in laguna per presentare Out of Sight di Steven Soderbergh insieme a Jennifer Lopez: per il grande pubblico era ancora il dottor Doug Ross di ER – Medici in prima linea. Bastarono pochi anni – anche grazie a titoli come Ocean’s Eleven – per trasformarlo in una celebrità globale. Nel 2003 tornò con Prima ti sposo, poi ti rovino con Catherine Zeta Jones dei fratelli Coen, ormai divo acclamato e poi con la sua seconda regia, Good Night, and Good Luck, omaggio al padre giornalista gli valse proprio a Venezia il premio per la Migliore sceneggiatura, consacrandolo anche come autore. A Venezia però la star due volte premio Oscar è legatissima per via del suo matrimonio con Amal Alamuddin in Laguna nel 2014.

Greta Scarano: “Al Lido con bimbo e nonni, l’unico che ho lasciato a casa è il cane”

La serata di inaugurazione e di chiusura sarà, in modo inedito, condotta da una coppia di artisti: l’attrice e regista Greta Scarano, premiata quest’anno per il suo film da regista agli Efa La vita da grandi, e l’attore di Il professore e Mare fuori Nicolas Maupas. E poi via alla programmazione con centinaia di proiezioni, incontri stampa, tappeti rossi, eventi per gli addetti ai lavori come il forum su intelligenza artificiale e creatività con Clooney, ma anche la Presidente di giuria Maggie Gyllenhaal e Giuseppe Tornatore. Premi già annunciati come il Leone d’oro alla carriera Ellen Burstyn, star di uno degli horror più spaventosi di sempre L’esorcista e che alla Mostra porta il suo ultimo lavoro, il cortometraggio Flesh Impact, dedicato a Marilyn Monroe in occasione del centenario della sua nascita, e il premio Cartier Glory to the Filmmaker a Luca Guadagnino che alla Mostra presenta Joie de vivre, il documentario dedicato a Bertolucci, un lavoro immenso di ricerca come una lettera d’amore al grande regista.

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Tanta musica come di consueto alla Mostra ma in questa edizione ancora di più. Perché Russell Crowe porterà il documentario What love Builds, “il film più personale” dell’attore secondo il direttore Alberto Barbera. Il film non fiction esplora in particolare il suo ultimo progetto musicale gli Indoor Garden Party, con cui gira il mondo da anni: “È un evento, un gruppo musicale, un happening. È fluido – ha spiegato l’attore e musicista -. I partecipanti cambiano, ma è sempre un evento di grandi dimensioni. È come un festival in cui riunisco persone che ammiro, musicisti e narratori, e mettiamo in scena uno spettacolo”. Ma i più attesi al Lido sono sicuramente i fratelli Gallagher che verranno a Venezia per presentare il documentario Oasis: don’t look back in anger del regista e sceneggiatore Steven Knight, creatore di Peaky Blinders, sulla réunion di Liam e Noel dopo più di vent’anni.

La prima volta dei fratelli Gallagher a Venezia, il Lido diventa Oasis

I film in corsa per il Leone sono 21. Ad inaugurare la Mostra, ma anche in gara, è Ink di Danny Boyle, poi Company di Casey Affleck; Kami Nour (a bit of light) di Ali Asgari; Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis; Un bon petit soldat di Stéphane Brizé: Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis; Woman unknown di May El-Toukhy; Bucking fastard di Werner Herzog; Un luogo di guarigione (15/18) di Cédric Kahn; Dau di Ilya Khrzhanovsky; Look back di Hirokazu Kore’eda: Possible love di Lee Chang-Dong; Wild horse nine di Martin McDonagh; Succederà questa notte di Nanni Moretti; Primetime di Lance Oppenheim; The Echo chamber di Andrea Pallaoro; Un peu avant minuit di Nicolas Pariser; L’estranea di Paolo Strippoli; Mr. Nelson, did you kill people? di Shinya Tsukamoto; Bunker di Florian Zeller.

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