Slow Horses, quei ronzini risollevano la stagione tv
Qualcuno sta uccidendo i ronzini del Pantano. E lo fa partendo dai reietti dei reietti, ovvero quelli che erano stati rifiutati perfino da quel covo di scappati di casa. Ma lui, Jackson Lamb, capisce subito che quella è una bruttissima storia. Per rifletterci, scende giù al ristorante italiano di Londra (Vecchio Parioli) e si fa servire una porzione di pappardelle su cui è meglio non indagare, e però del tutto in linea col personaggio. Che è sempre il magnifico Gary Oldman in questo avvio di sesta stagione per Slow Horses (Apple Tv).
Gary Oldman, i calzini bucati e il junk food: “Ormai sono come Jackson Lamb. Però non puzzo”
Fresca reduce da un nuovo Emmy – per la regia – la serie arriva a risollevare la partenza della stagione televisiva. E la popolarità del personaggio Oldman-Lamb, brutto, sporco e cattivo ma non lo cambieresti con nessun altro, almeno quanto non si cambia lui, è riuscita finora a incrinare la barriera delle serie Apple viste come uno sfizio d’élite e lontane dalla fruizione popolare. Il congegno perfetto – seppur non inedito – è sempre quello dei romanzi di Mick Herron, con l’improbabile sezione di spie inglesi, rigettate dall’Mi5, popolate da reietti, appunto, che hanno commesso errori devastanti in passato e vengono scaraventati nel Pantano, una palazzina da paura dove perfino le imprese di pulizie alla canna del gas rifiutano di entrare.
“Slow horses”, Gary Oldman: “Le nostre spie? Ex alcolisti con divorzi e mutui, altro che James Bond”
Ma gli adepti dei ronzini, appunto Slow Horses, ne hanno fatto una sorta di religione – ogni episodio viene sempre introdotto dal brano creato appositamente da Mick Jagger. Si prenda il concetto di emarginazione personale o sociale, lo si divida in tutti i suoi rami, almeno un esponente per ramo è presente nel gruppo. Che ovviamente alla fine si rivela decisivo a risolvere missioni impossibili, sbertuccia sempre i capoccioni del Servizio vero e proprio e si rispecchia in quel capo che è meraviglioso detestare. Seppur nella micidiale scansione di un episodio a settimana, che non passa mai, una botta salutare al morale, televisivo e no, di queste giornate.

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Quella appena iniziata è la stagione numero 6, la 7 è già quasi ultimata ed è stata annunciata la 8. Il fatto che si stia iniziando a dire che potrebbe essere l’ultima, è qualcosa che non si può sentire.
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