Venezia 83, il programma di oggi tra l’horror di Strippoli e il manga di Kore-eda
Il programma di oggi della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia prevede il debutto del terzo italiano in gara dei cinque in corsa per il Leone d’oro, la favola nera, tra patti inquietanti e conseguenze inimmaginabili raccontata da L’estranea di Paolo Strippoli
Ellen Burstyn riceverà il Leone d’oro alla carriera: “Mi sento onorata, piena di gratitudine”
Grande protagonista sarà anche Ellen Burstyn, secondo Leone alla carriera di quest’edizione. L’attrice premio Oscar per Alice non abita più qui di Martin Scorsese ha dato vita in quasi 60 anni di carriera a una straordinaria galleria di donne capace di segnare la storia del cinema e incarnare la visione di tanti maestri di diverse generazioni. A pronunciare la laudatio per lei sarà Maggie Gyllenhaal, quest’anno presidente della giuria del concorso internazionale, che ha offerto a Burstyn anche il ruolo di una delle protagoniste di Flesh Impact, il corto dedicato a Marilyn Monroe nel centenario della sua nascita. Dakota Johnson interpreta la diva all’apice della sua fama, mentre Burstyn dà vita a una versione di Marilyn che il mondo non ha mai conosciuto.
Tradizionale, disfunzionale, allargata: a Venezia il cinema è un affare di famiglia
Paolo Strippoli è il regista italiano più giovane in corsa per il Leone. Forte dei successi di Piove e La valle dei sorrisi, il trentatreenne porta in concorso L’estranea con Jasmine Trinca, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Una variazione horror di un dramma familiare in cui una donna si presenta all’improvviso a casa della propria figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea. Un segreto custodito a lungo che ora torna a reclamare il suo prezzo. “L’estranea racconta di una madre che ha bisogno di avere il controllo sul destino dei propri figli e, pur di non arrendersi all’idea che questo sia impossibile, lo affida a una donna di cui non sa nulla – spiega Strippoli – Questa estranea le offre la possibilità di decidere, ed è tutto ciò che Anna chiede: poter sconfiggere la spaventosa casualità dell’esperienza umana”. Anche a costo di trasformarla in un’esperienza d’orrore.
Il regista giapponese Hirokazu Kore’eda, Palma d’oro a Cannes con Un affare di famiglia, ha adattato il manga originale Look Back. Fujino, adolescente determinata e piena di talento, sogna di diventare una mangaka. Kyomoto, schiva e solitaria, vive quasi sempre chiusa nella sua stanza, dedicando ogni istante al disegno. Unite dalla stessa passione, le due ragazze, cresciute in una piccola città, inseguono per tredici anni il sogno di diventare autrici di manga. “Nel realizzare l’adattamento cinematografico, ho cercato di raccontare con cura il tempo in cui Fujino, che disegna i personaggi, e Kyomoto, che disegna gli sfondi, si incontrano come se fossero destinate a farlo e, insieme, costruiscono un legame profondo – spiega il regista – Il film segue le due ragazze (interpretate da quattro attrici) per circa un anno e mezzo, attraverso le quattro stagioni della regione del Tōhoku”.
A Orizzonti esordisce l’intensa opera prima di Tommaso Landucci, I figli della scimmia, con Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman: al centro del racconto c’è Dario, padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, che ha un bellissimo rapporto anche con il nipote adolescente, figlio di suo fratello. Un legame nel quale Dario assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. È un’opera prima anche Prima della guerra di Tommaso Usberti presentato allaSettimana Internazionale della Critica di Venezia. Protagonista è Guido un ventenne che si divide tra l’officina dove lavora come meccanico e le battute di caccia selvaggia nella pianura del cremonese. Si è conquistato il rispetto con la violenza tipica dell’ambiente razzista e misogino in cui è cresciuto. L’incontro con Sonia, una ragazza kosovara mette in crisi le sue certezze.
Condividi questo contenuto:




