Pediatric Simulation Games, la sfida tra 40 scuole di pediatri europee
Una sfida fra 40 scuole di pediatri. È all’ottava edizione “Pediatric Simulation Games” che si terrà il 2 settembre a Latina nelle aule dell’IPSC “Luigi Einaudi”. Circa 360 giovani medici specializzandi in pediatria d’urgenza si sfideranno simulando interventi salvavita su manichini elettronici ad alta tecnologia. Rappresentano 40 squadre provenienti dalle scuole di Pediatria delle maggiori università italiane e da nove atenei di Francia, Spagna, Portogallo e Ungheria. Sabato 5 la cerimonia conclusiva con la proclamazione della squadra vincitrice. I team, formati ciascuno da sei specializzandi affronteranno tematiche complesse: tra esse l’arresto cardiaco, l’insufficienza respiratoria, la polmonite, l’ostruzione delle alte vie aeree, lo shock settico, il trauma cranico e, infine, le malattie rare in pronto soccorso.
Le squadre
Alla fine di ogni scontro tra due squadre, ci sarà una valutazione non solo per proclamare il team vincitore ma, soprattutto, a valutare il livello della risposta messa in atto, le competenze acquisite, la capacità di affrontare situazioni in cui l’aspetto emozionale (si tratta di bambini) ha un peso non indifferente. La giuria, come sempre, sarà formata da luminari stranieri provenienti da centri d’eccellenza mondiali come il Boston Children’s Hospital, lo Stollery Children’s Hospital di Edmonton, il Children Hospital of Philadelphia e l’Hospital Italiano de Buenos Aires.
“Imparare a giocare, giocare per imparare”, è il motto dei PSG nati, nel 2017, da un’idea di Riccardo Lubrano, professore Associato di Pediatria presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e Primario dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. L’idea è quella di un momento formativo di alto livello in cui la competizione fa da sfondo. E, dopo otto edizioni, con la partecipazione di diverse generazioni di specializzandi si può apprezzare il fatto che i PSG servono effettivamente anche per uniformare a livelli sempre più alti, in tutte le urgenze pediatriche italiane, stili, capacità e protocolli di intervento.

I premi
Durante le giornate dei “Giochi” gli specializzandi avranno l’occasione di seguire due corsi di alta qualità. Il primo, tenuto dalla professoressa Flavia Ventriglia, tratterà l’urgenza cardiaco-pediatrica; nel secondo verrà presentato (e i giovani medici potranno provarlo) un nuovo sistema di monitoraggio dell’ossigenazione. Sabato 5 verrà proclamata la squadra vincitrice dei PSG (l’anno scorso trionfò Trieste battendo in finale i “cugini” di Udine) e verranno assegnati altri riconoscimenti: “Miglior lavoro di squadra”, “Migliore gestione della Rianimazione Cardiopolmonare (CPR)” e la “Migliore gestione delle vie aeree”.
La migliore squadra straniera
Un premio anche al miglior team straniero. La presenza di nove squadre provenienti da quattro paesi europei rappresenta un record ed è la dimostrazione che, a partire, dall’esperienza italiana, l’idea dei PSG ha preso piede in Europa. In Francia, Spagna e Portogallo, ormai, si svolgono competizioni analoghe tutte direttamente ispirate ai nostri PSG. «Siamo ovviamente molto contenti, – dice il prof Riccardo Lubrano – perché arriviamo all’ottava edizione in crescita come numero di partecipanti, e, soprattutto, come affermazione del modello didattico. Quest’anno i PSG sono stati presentati anche al congresso mondiale di simulazione, e sono stati riconosciuti come la manifestazione al mondo più strutturata. Per La Sapienza è un vanto avere un modello didattico che viene utilizzato anche in altre nazioni con le stesse caratteristiche e finalità: questo dimostra la validità della didattica della nostra università che offriamo a tutti, dato che da noi la partecipazione dei ragazzi è gratuita, proprio per permettere la più larga partecipazione».
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