Le scarpe? Si provano e comprano di pomeriggio
Piedi gonfi dopo un lungo volo, o dopo una camminata di chilometri in montagna o di visite turistiche nelle città d’arte. Piedi che non entrano più nelle scarpe, perché sembra si sia guadagnata una buona mezza misura all’improvviso. Piedi leggeri al mattino appena alzati e dilatati nel pomeriggio, motivo per cui si consiglia di provare e comprare le scarpe nuove sempre nella seconda parte della giornata. E indurre un po’ di vasocostrizione con il getto freddo della doccia. E no, i pediluvi, per quanto rilassanti, servono davvero a poco.
Dei nostri piedi ce ne dimentichiamo spesso, se non sempre. E ce ne ricordiamo solo quando ci danno qualche fastidio, quando protestano con una vescica o con una eccessiva traspirazione: i piedi infatti possono traspirare fino a un quarto di litro di sudore al giorno, creando quelle condizioni di umidità che rendono più probabili le vesciche e le infezioni fungine.
Insomma,dopo le vacanze andrebbe fatto anche un check up ai piedi, prima di rinchiuderli in scarpe invernali e sneakers. Intanto la regola numero uno: camminare scalzi fa bene, purché lo si faccia sull’erba e la sabbia, superfici incerte e quindi importanti per la stabilità e l’equilibrio. Ma va bene anche il pavimento di casa propria: nessun danno alla propriocezione. Evitare di farlo, invece, in piscine, saune o zone umide, frequentate da molte persone: il rischio di una micosi è più che ipotetico.

Amate infradito: pratiche e fresche ma meglio non esagerare
Ovviamente tutto dipende anche da come abbiamo usato i nostri piedi in vacanza: secondo una ricerca condotta dalla società britannica InsureandGo, ben la metà di chi va in vacanza dice di aver sofferto di dolori ai piedi, o di vesciche, tanto gravi da doversi fermare o rinunciare ai piani durante il viaggio (in un 30% dei casi). Il calore e l’umidità di questa lunga estate rischiano poi di peggiorare le cose. “Mai usare infradito e ciabatte per lunghe camminate – spiega Federica Costantini, podologa e coordinatrice didattica del master in Podologia diabetica dell’Università Cattolica di Roma – e ricorrere invece a calzature che tengono il piede fermo e la caviglia stabile. Inoltre quando si va fuori casa è meglio portare sempre un altro paio di scarpe con queste caratteristiche, un piano B da riservare a casi di vesciche, per esempio, che possono comparire se si cammina molto”.
Le vesciche sono difficili da gestire e impongono spesso uno stop. “Si possono formare dietro il tallone – spiega la podologa – nelle zone di pressione e di attrito o sotto il primo e il quinto dito, o sulla testa dei metatarsi plantari. Intanto è buona cosa controllare sempre se ci sono rossori sotto il piede, nei punti di attrito, poi meglio indossare calzini in fibra naturale da trekking, senza cuciture e con fibre anti-vesciche, più protettivi in alcuni punti perché ammortizzati. Oppure indossare i calzini al contrario per evitare il contatto con le cuciture. Se nonostante tutte le precauzioni dovessero comparire le vesciche utilizzare un disinfettante ad ampio spettro e proteggerle con un cerotto idrorepellente, evitando di bucarle: in questo modo a poco a poco si ridurranno”.
A piedi nudi. Perché dovremmo farlo più spesso
E se l’uso di calzature inadeguate per tutta l’estate vi ha reso la pelle più dura in alcuni punti il consiglio è la prudenza ed evitare il fai-da-te. “Evitate callifughi o creme a base di acido salicilico – aggiunge Costantini – perché vanno a sensibilizzare la parte. Piuttosto consiglio di idratare con creme specifiche talloni e zone ipercheratosiche, mai tra le dita però, per evitare umidità. Se queste callosità sono molto invadenti rivolgersi a un professionista. Per il controllo della sudorazione è importante usare polvere priva di talco, per limitare l’umidità: sono le stesse polveri che usano i giovani sportivi. Nei punti di attrito del piede sono utili anche delle creme barriera”.
Questo se state bene e non avete patologie che in qualche modo riguardino i piedi. Che sono un punto debole di alcune malattie come il diabete. “Chi ha una neuropatia diabetica – spiega la dottoressa Costantini – ha una alterazione della sensibilità che può arrivare alla totale insensibilità e in questi casi si è a rischio di ulcere da scottature per aver camminato a piedi nudi su sabbia troppo calda, o sul cotto del balcone. I pazienti si ustionano senza rendersene conto: l’anno scorso sono arrivati al Policlinico Gemelli dei ragazzi molto giovani con le piante dei piedi ustionate gravemente, e purtroppo uno ha perso un dito”.
Condividi questo contenuto:



