Carlo Lucarelli torna con Blu notte: “Mi occupo di cold case, non parlo di Garlasco”
ROMA – Passo e voce felpati, il suo marchio di fabbrica, vestito di nero, Carlo Lucarelli torna dopo quattordici anni, su Rai 3 con Blu notte – Misteri dimenticati sabato 19 settembre in prima serata. “Ci dobbiamo aspettare alcune cose che sono sempre quelle”, spiega ironico “io che esco fuori dal buio con le mani così, con quella frase a effetto – ‘Paura eh’ – che non ho mai pronunciato ma che diceva il mio imitatore Fabio De Luigi. Però è quello che volevo fare, se riesco a raccontare e a creare suspense, allora è dove dovevo essere. Alla fine, io quello sono”.
Carlo Lucarelli: il veleno fa male. Anche alle assassine
Non affronterà il delitto di Chiara Poggi – di cui la tv si discute a tutte le ore del giorno. “Ci ho riflettuto tanto. Non l’ho escluso per snobismo”, chiarisce “Garlasco è un caso di cronaca aperto, roba per giornalisti e talk show di approfondimento. Io sono un narratore di storie e non ci sta dentro. Tra dieci anni forse lo affronterò. Da un certo punto di vista è una riflessione che va fatta, trattiamo fatti realmente avvenuti, riguardano la vita e la morte delle persone. Ma non può essere gossip. La separazione di un calciatore lo è, non è morto nessuno. Ma se sto mettendo in scena la vita dalla povera Chiara, che non c’è più, è diverso. Poi non si può discutere: ‘È stato lui’, ‘No, non è stato lui’ come fossimo al bar, con tutto il rispetto per il bar. Le persone coinvolte se lo porteranno dietro tutta la vita”. “C’è gossip, informazione, narrazione e riflessione” continua lo scrittore. “Molte volte il talk show fanno una riflessione, va bene se c’è il criminologo, ma la discussione deve essere a un certo livello, sempre rispettosa. Non tutti hanno la caratura”.
Andato in onda dal 1998 al 2012, prodotto da Ruvido e Rai cultura, Blu notte torna per raccontare cold case dagli anni 70 al 2000: dal Clan dei Marsigliesi alla criminalità romana, dal mostro di Udine ai delitti del Dams, fino al giallo di via Poma. E l’omicidio, rimasto senza colpevole, di Anna Parlato Grimaldi a Napoli, oltre al delitto di Antonella Di Veroli, a Roma, conosciuto come il caso della “donna nell’armadio”. Il programma affronterà anche le misteriose scomparse del magistrato Paolo Adinolfi e dell’economista Federico Caffè. Nelle sei puntate approfondirà i cold case con Silio Bozzi, criminologo e analista della scena del crimine, ex dirigente della Polizia di Stato, Margherita Carlini, psicologa clinica e criminologa forense e il medico legale Mirella Gherardi.
Il metodo Lucarelli è sempre quello: appassionare lo spettatore con il racconto, e da scrittore gli riesce benissimo. “Sempre con rigore” dice, “senza inseguire piste e sempre con il rispetto della vittima. Confesso che mi mancava il programma”. Oggi c’è un boom della cronaca nera in tv. “Ma no, ci sono sempre stati gli appassionati del crime: già nel 1945 sui giornali si raccontavano i delitti, al processo per Wilma Montesi ci furono le cariche dei carabinieri davanti al tribunale di Venezia. Queste storie” dice Lucarelli “prima erano sui giornali, poi in tv, e ora finiscono sui social: si è allargato tutto. Sono cose che ci fanno paura e la paura non lascia indifferenti, oggi è più facile trovarle ma dobbiamo stare attenti. Una delle nostre responsabilità di scrittori, quando il noir ha avuto un boom, è quello di aver insegnato allo spettatore i tempi del giallo: a pagina 20 c’è il morto, a pagina 40 il primo sospettato, e a pagina 60 c’è l’assassino. La verità con la v maiuscola, l’assoluto. Dio. Nel romanzo giallo Dio c’è, è lo scrittore. Ma ci vuole un sacco di tempo per sapere la verità, e per la verità giudiziaria ci vogliono anni”.
“Carlo Lucarelli” dice il direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi “possiede delle capacità di racconto che sono esclusive, sa catturare l’attenzione del pubblico. In questo momento storico, il fatto di riuscire a ricostruire in modo così preciso cosa è accaduto, riuscendo a stipulare con gli spettatori un rapporto solido, è importante. È una cifra narrativa assolutamente riconoscibile: sono rimasto colpito a ammirato nel vedere le puntate. Blu notte è un programma rimasto nella memoria, sui social c’è stata una bella risposta e c’è grande attesa”.
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