Los Angeles 2028, Zampolli apre alla Russia (ma resta il caos)

L’ultimo tentativo di Paolo Zampolli, prima di essere revocato dal suo amico Donald Trump, è stato quello di spalancare la porta alla Russia ai Giochi estivi di Los Angeles 2028.

L’ex rappresentante speciale degli Usa, in una intervista all’agenzia russa Tass, sosteneva infatti che le prossime Olimpiadi in California dovrebbero essere “sicure, eque e aperte a tutti gli atleti idonei”, compresi i russi che soddisfano i criteri di ammissibilità. Paolo Zampolli ha descritto lo sport come un potenziale strumento di riavvicinamento tra Stati Uniti e Russia, esprimendo ottimismo riguardo a un maggior coinvolgimento russo nelle prossime Olimpiadi. Poi la sua nomina è stata revocata, “non è più rappresentante del governo” è stato spiegato. Zampolli aveva anche sostenuto che l’Italia avrebbe dovuto essere ammessa ai Mondiali di calcio al posto dell’Iran: ma, come si sa, non è stato fatto nulla. Ora questa uscita sulla Russia: chissà come l’ha presa Trump che ultimamente è stato molto morbido con Mosca? Il presidente Usa sul tema olimpico non si è ancora pronunciato in maniera chiara e ufficiale. Ci saranno gli atleti e le squadre della Russia fra due anni? E in quali discipline? Potranno gareggiare a pieno titolo, con bandiera e inno, e non più come “neutrali” come successo sinora? Il Cio, lasciando la decisione finale alle Federazioni internazionali, ha contribuito al caos. Il presidente Kirsty Coventry ha dimostrato di non avere grande personalità, travolta dai mille problemi dello sport mondiale. Si pensava che avrebbe seguito i consigli e gli insegnamenti di Thomas Bach che l’ha voluta, prima donna, al vertice del Cio. Ma non è così. Coventry fa poco, e quel poco lo fa di testa sua. Bach ora potrebbe essere ingaggiato dal comitato promotore di Monaco di Baviera, che punta alle prossime Olimpiadi estive. Ù

Si aspetta da tempo un incontro fra Trump e l’attuale n.1 del Cio, ma l’ex campionessa di nuoto è titubante. Dovranno parlare non solo della Russia ma anche della questione dei visti che potrebbero penalizzare molti tifosi fra meno di due anni a Los Angeles. Nel frattempo le Federazioni internazionali vanno avanti per conto loro: se volley, scherma, pugilato e nuoto ad esempio spalancano le porte agli atleti russi, la Fifa per ora ammette nei suoi campionati solo le squadre giovanili e la World Athletics di Sir Seb Coe non ne vuole sapere degli atleti di Mosca. Insomma, un caos totale.

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