La Consulta sul Tso: per la convalida e la proroga occorre un difensore

La sentenza 157 della Corte Costituzionale, depositata oggi, stabilisce l’obbligatorietà della difesa tecnica a tutela della persona sottoposta a Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) con provvedimento del sindaco, al momento della audizione del giudice tutelare prima della convalida. Parliamo di un’importante novità. Si tratta di una procedura di garanzia che di norma avviene nel servizio psichiatrico ospedaliero di diagnosi e cura, spesso on line. Al difensore va inoltre notificato il provvedimento del giudice tutelare sia in caso di convalida che non.

Inviolabilità del diritto alla difesa

La Corte evidenzia che l’inviolabilità del diritto alla difesa è una garanzia costituzionale, già applicata in tema di espulsione amministrativa dello straniero, nell’ambito della disciplina dell’immigrazione. Infatti, la normativa vigente in materia di TSO prevede la comunicazione del provvedimento del sindaco “alla persona interessata o al suo legale rappresentante, ove esistente”.

Il difensore d’ufficio

In questo modo il diritto alla difesa può essere esercitato realmente soltanto da chi conserva una adeguata lucidità mentale e con possibilità economiche di potersi pagare un avvocato. Invece, con questa sentenza subentra l’obbligo dell’assistenza del difensore d’ufficio, qualora non sia stato nominato un avvocato di fiducia, garantendo la difesa di tutte le persone sottoposte a TSO, a prescindere dallo stato mentale e dalle condizioni sociali e familiari.

Il diritto di autodeterminazione

La Corte evidenzia che il TSO comprime il diritto di autodeterminazione in merito alle scelte sanitarie, costituendo una privazione della libertà personale e di movimento in quanto si determina un ricovero coattivo in un reparto psichiatrico ospedaliero, dove la persona viene trattenuta al fine di tutelare le sue esigenze di salute, di norma per 7 giorni, rinnovabili.

L’assistenza legale

Nella sentenza viene richiamata la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea generale del 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 3 marzo 2009 n. 18, nonché la giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo laddove ritiene necessaria la garanzia dell’assistenza legale nei procedimenti giurisdizionali volti a contestare la legittimità delle misure coattive. Dal punto vista giuridico e dei diritti delle persone con disturbi mentali, si tratta di una affermazione dei principi di eguaglianza e di non discriminazione, uno sviluppo costituzionalmente coerente con la precedente sentenza 76 del 2025 della Corte che aveva introdotto l’audizione del Giudice Tutela in caso di TSO.

Infatti, non si devono escludere per le persone con disturbi mentali i diritti costituzionali di agire e difendersi, in violazione del principio della pari dignità sociale. Il diritto alla difesa appartiene al novero dei diritti costituzionali inviolabili della persona umana, assolvendo una funzione insostituibile. A fronte della giusta garanzia dei diritti costituzionali, la sentenza rischia di determinare importanti problematiche attuative ed organizzative all’interno dei servizi psichiatri ospedalieri, come peraltro evidenziato nella stessa sentenza.

I servizi psichiatrici non sono aule di tribunale

Al fine di evitare che i servizi psichiatrici si trasformino in aule di tribunale, la Corte ricorda che il TSO resta un trattamento sanitario in cui “le valutazioni cliniche rivestono un ruolo centrale” assegnando alla competenza medico-scientifica ed alla professionalità degli operatori sanitari “la prima garanzia non soltanto della appropriatezza clinica, ma della stessa legittimità giuridica del trattamento”.

Al termine della sentenza la Corte invita il legislatore a “rimeditare” la normativa del TSO e richiama l’esigenza di prevenire il TSO con interventi strutturali a sostegno dei servizi per la salute mentale e più ampiamente dei servizi socioassistenziali in rapporto alle persone e alle loro famiglie. Con la consapevolezza che la salute mentale è una tema complesso sul quale bisogna investire non solo in termini di diritti e di risorse, ma più in generale incidendo in ambito culturale, nella comunicazione e nella società, con l’inclusione sociale contro il pregiudizio, obbiettivo principale del Festival della Salute Mentale Ro.Mens in corso in questi giorni a Roma. Con la speranza che il prossimo 10 ottobre, giornata mondiale della salute mentale, possa accendere un faro.

Massimo Cozza è direttore Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2

Condividi questo contenuto: