Malaria, cosa la scatena e come riconoscerla

Sei dipendenti dell’aeroporto di Francoforte hanno contratto la malaria, probabilmente a causa di una zanzara infetta arrivata a bordo di un aereo da una zona in cui la malattia è diffusa. Uno dei lavoratori contagiati è morto. Lo hanno confermato il gestore dello scalo Fraport e il Robert Koch Institut (Rki), come riportano i media tedeschi.

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La malaria è una malattia pericolosa per la vita, causata da parassiti che vengono trasmessi alle persone attraverso le punture della zanzara Anopheles femmina infetta. Ci sono 5 specie di parassiti della malaria, ma uno solo è particolarmente pericoloso, il Plasmodium falciparum, anche se è prevenibile e curabile. Nel 2022, quasi la metà della popolazione mondiale era a rischio di malaria e secondo l’Organizzazione mondiale della sanità circa ogni minuto muore di malaria un bambino di meno di 5 anni: la maggior parte dei casi e dei decessi si verifica nell’Africa sub-sahariana.

Tuttavia, anche le regioni del Sud-Est asiatico, del Mediterraneo orientale, del Pacifico occidentale e delle Americhe riportano un numero significativo di casi e di morti. In particolare, nell’area africana avvengono il 94% dei casi e dei decessi per malaria: nel 2022 ci sono stati 249 milioni di casi e 608 000 morti di cui più del 76% erano bambini sotto i cinque anni. In Italia la malaria è stata eliminata ufficialmente negli anni ’70 e tutti gli altri casi registrati in Veneto riguardano persone che hanno contratto la malattia in Paesi endemici.

Sintomi e diagnosi

Non è facile riconoscere la malaria. I sintomi, a seconda della specie di plasmodio coinvolta, compaiono dopo 7, 15 o più giorni dalla puntura della zanzara infetta. Sono di varia natura, ma solitamente consistono in febbre, spesso molto alta, mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e brividi scuotenti, tutti sintomi, almeno inizialmente, comuni a una qualsiasi sindrome influenzale o ad altre infezioni.

“Una diagnosi accurata e precoce – si legge sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità – è una delle chiavi per gestire in modo efficace questa malattia. La pratica diagnostica si basa inizialmente su l’approccio clinico, che con la caratterizzazione dei sintomi indirizza verso un sospetto caso di malaria, e successivamente quello volto ad identificare la specie di plasmodio, utilizzando più comunemente la diagnosi microscopica, con eventuale supporto di test rapidi immuno-cromatografici e metodiche molecolari”.

Trattamento e controllo delle zanzare

Attualmente, il miglior trattamento disponibile, in particolare per la malaria da P. falciparum, è rappresentato dalla terapia combinata a base di derivati dell’artemisinina. Fondamentale è il controllo del vettore per prevenire e ridurre la trasmissione della malaria. “Le principali misure attuate sono focalizzate sulla riduzione del contatto tra zanzare e uomo”, spiega Epicentro.

“Misure di protezione personale contro le punture di zanzara sono rappresentate dalle zanzariere da letto impregnate con insetticida. Gli interventi per la riduzione della densità delle zanzare – continua -vengono effettuati con trattamenti con insetticidi ad azione residua nelle abitazioni, con la riduzione dei focolai larvali mediante bonifiche ambientali e con l’uso di larvicidi o predatori naturali di larve di zanzare”.

I vaccini

Dopo oltre 30 anni di intensa ricerca, attualmente sono due i vaccini in uso contro la malaria da P. falciparum, noti come RTS,S/AS01 (nome commerciale Mosquirix) e R21/Matrix-M. Raccomandati dall’OMS, entrambi considerati sicuri, efficaci e ben tollerati, stanno svolgendo un ruolo cruciale nel ridurre i tassi di trasmissione e mortalità nella fascia pediatrica in Africa. RTS,S è stato il primo vaccino contro la malaria autorizzato dall’OMS nel 2021, dopo il successo della sua sperimentazione clinica partita nel 2019 e condotta in Ghana, Kenya e Malawi. Lo schema seguito è stato di 4 dosi in bambini di 5-17 mesi, con le dosi inserite nei piani vaccinali di routine di ciascun Paese. Al 2023 risultano somministrate oltre 6 milioni di dosi a più di 2 milioni di bambini. Durante il periodo di somministrazione i risultati hanno mostrato una riduzione del 13% della mortalità e del 22% dei ricoveri ospedalieri per malaria grave nella popolazione infantile vaccinata.

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Nell’ottobre 2023 l’OMS ha raccomandato un secondo vaccino, l’R21, per integrare la distribuzione in corso dell’RTS,S, in modo da assicurare forniture sufficienti a prevenire la malaria tra i bambini che vivono in aree endemiche. Questo vaccino che si sta utilizzando in Ghana e Nigeria dal 2023 con uno schema di somministrazione simile all’RST,S ha mostrato livelli di efficacia più alti (intorno al 75%). L’OMS ha suggerito l’uso programmatico della vaccinazione pediatrica in aree a moderata e alta trasmissione, in combinazione con le altre misure di prevenzione già raccomandate e adattate ai contesti locali. A dicembre 2024 la vaccinazione contro la malaria è stata introdotta in 17 Paesi africani. Si prevede che l’espansione nell’uso dei vaccini anti-P. falciparum in Africa potrà salvare la vita a decine di migliaia di bambini ogni anno.

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