“Below”, la risposta di Netflix a “Widow’s Bay” con Josh Hartnett e Charlie Heaton

C’è la nebbia, c’è l’isola di pescatori che deve fare i conti con i turisti, ci sono generazioni diverse con esigenze diverse e poi un mistero e una minaccia. Netflix presenta Below, la miniserie che sembra la risposta a Widow’s Bay, la serie di Apple trionfatrice agli scorsi Emmy. Presentata al Toronto film festival, la serie è firmata dal produttore e sceneggiatore Jesse McKeown e sarà disponibile dall’8 ottobre.

“Below” la miniserie Netflix con Josh Hartnett e Charlie Heaton – trailer

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Ambientata nell’isola canadese di Terranova, a cui lo showrunner è molto legato perché sua moglie è originaria di lì, la serie racconta di Calvin, interpretato da Josh Hartnett, un pescatore determinato e generoso, ancora tormentato dalla misteriosa morte del padre avvenuta decenni prima, che vive a Snook’s Arm, una comunità molto unita i cui pochi residenti rimasti stanno valutando se andarsene per sempre. Quando una misteriosa creatura marina inizia a seminare il terrore nella sua città natale, Calvin deve lottare per tenere unita la sua affiatata comunità. Determinato a proteggere il figlio Wade (Charlie Heaton, Jonathan Byers di Stranger things) e il resto della famiglia che gestisce un Airbnb per turisti, unisce le forze con una ricercatrice marina in visita (Mackenzie Davis) per affrontare la creatura e svelare i segreti sepolti dell’isola prima che sia troppo tardi.

“Ci sono diversi motivi per cui ho sempre voluto realizzare qualcosa lì – ha raccontato McKeown al festival di Toronto –C’era quel contrasto incredibile tra un paesaggio spietato e inquietante e, al contempo, il calore, la simpatia e l’accoglienza delle persone e della comunità. Nel profondo Below parla di un pescatore che non può più pescare perché il pesce è finito ed è quindi costretto ad adattarsi. Ha dovuto trovare altri modi per guadagnarsi da vivere grazie al mare, ed è proprio allora che inizia a notare che stanno accadendo cose strane”. La serie, un thriller di intrattenimento che guarda a Lo squalo, affronta anche tanti temi di attualità come il cambiamento climatico, l’overtourism nella stagione estiva e lo spopolamento dei luoghi. Calvin – non più pescatore perché non c’è più merluzzo in mare – si è riciclato a vendere ghiaccio ai produttori di vodka.

La serie affronta due programmi reali del governo provinciale: quelli che vengono chiamati Resettlement (ricollocamento) e il Come Home Year (l’anno del ritorno a casa). Il primo è un processo promosso dal governo tra gli anni 50 e 70 e avviato invece dalle comunità in epoca più recente in cui i residenti ricevono un sostegno economico se accettano di trasferirsi da località isolate ritenute insostenibili. “Sono davvero tante le famiglie oggi direttamente coinvolte nel ricollocamento – ha spiegato McKeown – Se hai trascorso del tempo in quei luoghi o ci sei cresciuto, quell’immagine della casa che galleggia sull’oceano è fondamentale. C’è qualcosa in quell’immagine della casa sull’acqua – con una famiglia che si trascina dietro tutto, praticamente il proprio intero mondo – che mi ha colpito profondamente. Ecco perché abbiamo scelto di aprire la serie proprio con quella scena”.

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