Occhi, cosa possono rivelare sulla nostra salute: dal glaucoma al diabete
Può essere un piccolo vaso della retina a tradire un diabete ancora non diagnosticato. Un’infiammazione dell’occhio può essere il primo indizio di una malattia autoimmune. E una fotografia del fondo oculare, analizzata in meno di un minuto da un algoritmo, può aiutare a individuare chi ha bisogno di una visita specialistica senza aspettare che compaiano sintomi. Gli occhi, insomma, non servono soltanto a vedere: possono raccontare molto dello stato di salute dell’intero organismo.
È uno dei messaggi al centro del 16° Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (Aimo), in programma a Roma l’8 e 9 ottobre, proprio in coincidenza con la Giornata mondiale della vista, anche quest’anno accompagnata dallo slogan #LoveYourEyes, mentre in oltre 90 città italiane vengono organizzati controlli e consulenze oculistiche gratuiti.
Oltre 2 miliardi di persone hanno problemi di vista
La posta in gioco è alta. Secondo i dati richiamati dalla Fondazione Iapb Italia, nel mondo oltre 2,2 miliardi di persone convivono con una riduzione della vista o con cecità e almeno la metà di questi casi potrebbe essere prevenuta o trattata attraverso diagnosi precoce, cure appropriate e accesso ai servizi. In Italia, con l’invecchiamento della popolazione, aumentano soprattutto glaucoma, degenerazione maculare legata all’età e retinopatia diabetica, patologie che complessivamente interessano oltre tre milioni di persone. Parallelamente cresce la miopia tra bambini e adolescenti: a livello globale riguardava circa il 25% dei giovani nel 1990, quasi il 36% nel 2023 e potrebbe arrivare intorno al 40% entro il 2050, pari a circa 740 milioni di bambini e ragazzi. “La vista è un bene così presente nella nostra vita quotidiana che spesso finiamo per darlo per scontato”, sottolinea Mario Barbuto, presidente della Fondazione Iapb Italia e dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. “Dobbiamo aiutare le persone a comprendere, fin da giovani, quanto sia prezioso vedere e quanto sia importante prendersi cura dei propri occhi lungo tutto l’arco della vita. La prevenzione non è un gesto occasionale ma una pratica quotidiana”.
Glaucoma, quando il danno arriva senza farsi sentire
Uno dei motivi per cui i controlli sono importanti è che alcune delle malattie oculari più pericolose possono progredire a lungo senza dare sintomi evidenti. È il caso del glaucoma. “È una delle patologie che più frequentemente arrivano alla diagnosi tardi, perché i sintomi vengono percepiti quando il danno può essere già avanzato e irreversibile”, spiega Alessandra Balestrazzi, presidente dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (Aimo). In Italia si stima che circa un milione di persone abbia il glaucoma e che quasi la metà non sappia di averlo. “Oltre sei milioni di italiani convivono con una patologia oculare e circa un terzo di queste condizioni può provocare riduzioni visive molto gravi. Sensibilizzare sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce è quindi fondamentale”.
La prevenzione cambia con l’età
Controllare la salute degli occhi non significa fare le stesse cose a tutte le età. “Nei bambini – prosegue Balestrazzi – una diagnosi tardiva dell’ambliopia, il cosiddetto ‘occhio pigro’, può lasciare conseguenze permanenti. Nei ragazzi e nei giovani adulti bisogna pensare anche al cheratocono, una patologia della cornea che, se riconosciuta e trattata precocemente, può evitare alterazioni visive importanti”. Con l’avanzare dell’età cresce invece il peso della degenerazione maculare, per la quale intervenire nelle fasi iniziali può contribuire a rallentare l’evoluzione della malattia.
La retina come finestra sulla salute
Una visita oculistica, però, può talvolta raccontare qualcosa che apparentemente non ha nulla a che vedere con gli occhi. La retina è uno dei pochi luoghi dell’organismo in cui il medico può osservare direttamente e in modo non invasivo piccoli vasi sanguigni e strutture nervose. Il rapporto tra patologie oculari e malattie sistemiche è uno dei temi del Congresso Aimo, che mette a confronto oculisti con diabetologi, cardiologi, neurologi, endocrinologi, reumatologi e altri specialisti. “Spesso siamo i primi ad accorgerci, attraverso l’esame del fondo dell’occhio e della retina, di alterazioni circolatorie, ipertensione o diabete”, spiega Balestrazzi. “In questi casi la collaborazione con internisti, cardiologi e diabetologi è fondamentale, perché riconoscere quei segnali può consentire di approfondire tempestivamente lo stato di salute generale del paziente”. Questo non significa che attraverso l’occhio si possa diagnosticare automaticamente una malattia cardiaca o metabolica. Alcuni segni oculari possono però rappresentare un campanello d’allarme e suggerire la necessità di ulteriori accertamenti.
Dal diabete alle malattie autoimmuni
Il collegamento è particolarmente evidente nel diabete. Una recente revisione scientifica indica che, nell’arco di vent’anni, quasi tutti i pazienti con diabete di tipo 1 e circa il 60% di quelli con diabete di tipo 2 sviluppano una qualche forma di retinopatia. Ma gli occhi possono essere coinvolti anche nelle malattie autoimmuni. Nell’artrite reumatoide l’occhio secco può interessare fino al 30% dei pazienti. Un’altra revisione sistematica su 65 studi ha rilevato un interessamento oculare nel 18% delle persone con artrite reumatoide, nel 31% di quelle con lupus eritematoso sistemico e nel 35% dei pazienti con sindrome antifosfolipidi; nella sindrome di Sjögren l’occhio secco arrivava all’89%.
Quando un’infiammazione dell’occhio segnala un’altra malattia
Anche un’infiammazione oculare può essere la prima tessera di un puzzle più ampio.”Una flogosi oculare può essere, in alcuni casi, il primo segnale di una patologia reumatologica ancora non riconosciuta”, spiega Massimo Accorinti, presidente della Società Italiana Uveiti e Malattie Infiammatorie Oculari. Le uveiti comprendono oltre 40 forme differenti: circa il 20% è di origine infettiva e il 15-20% può associarsi a malattie sistemiche di interesse reumatologico. Per questo non servono batterie indiscriminate di esami, ma una valutazione mirata. “Se l’oculista riconosce un’uveite potenzialmente associata a una malattia sistemica e prescrive gli approfondimenti davvero necessari, il paziente può arrivare dal reumatologo con informazioni già utili e questo può velocizzare la diagnosi e l’avvio di una terapia mirata”.
Una fotografia della retina e l’AI risponde in meno di un minuto
Alla capacità dell’oculista di leggere ciò che accade nell’occhio si sta ora affiancando un nuovo strumento: l’intelligenza artificiale. Proprio al Congresso Aimo una sessione è dedicata alle applicazioni dell’AI nell’oftalmologia territoriale, dallo screening della retinopatia diabetica al glaucoma e alla superficie oculare. Una delle applicazioni più avanzate riguarda la retinopatia diabetica: una fotografia digitale della retina può essere acquisita in un ambulatorio territoriale o in una struttura diabetologica e analizzata da un algoritmo. “Rispetto a una refertazione tradizionale differita, alcuni sistemi di AI possono fornire il risultato dell’analisi delle immagini nell’arco di 30-60 secondi”, spiega Danilo Mazzacane, oculista ambulatoriale e referente Aimo per la Regione Lombardia.
Oltre 3mila studi sull’intelligenza artificiale
La ricerca in questo settore è cresciuta rapidamente: gli studi scientifici sull’intelligenza artificiale in oftalmologia sono passati da 108 nel 2015 a oltre 3.000 nel 2025. Sono inoltre 36 i dispositivi di intelligenza artificiale per l’analisi delle immagini oculari approvati come dispositivi medici nei principali mercati, 35 dei quali nell’Unione Europea. Una recente meta-analisi di 28 studi ha rilevato una sensibilità complessiva del 96,2% nell’identificare attraverso l’AI le forme di retinopatia diabetica che richiedono l’invio allo specialista o che minacciano la vista.
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Meno attese e controlli più vicini a casa
Il vantaggio potrebbe essere soprattutto organizzativo. Portare la retinografia e l’intelligenza artificiale negli ambulatori territoriali o nelle strutture diabetologiche significa poter selezionare più rapidamente chi deve essere visitato e riservare gli ambulatori specialistici ai casi più complessi. La tecnologia potrebbe inoltre avvicinare lo screening alle persone che vivono in aree periferiche e ai pazienti anziani o fragili. “Il punto oggi non è più dimostrare che l’intelligenza artificiale può funzionare, ma integrarla in modo sicuro nei percorsi assistenziali”, sottolinea Balestrazzi. “Se ben inserita, l’AI può aiutare a filtrare i casi negativi, individuare prima quelli a rischio e rendere più appropriato l’accesso all’oculista, riducendo attese inutili senza sostituire lo specialista”.
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“La vista è una perla preziosa”
Con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’importanza della vista è nata la campagna “La vista è una perla preziosa. Proteggila con la prevenzione”, realizzata in occasione della Giornata mondiale della vista. A Roma, nel quartiere Testaccio, il messaggio è diventato anche un’opera urbana: un grande murales tattile firmato dall’artista Jerico, pensato per poter essere apprezzato anche da chi non vede. “Quando mi hanno chiesto di realizzare un’opera dedicata alla vista che potesse essere percepita anche da chi non vede, ho pensato a ciò che rende la vista così speciale: la capacità di farci scoprire il mondo”, racconta Jerico. “È un dono prezioso, come una perla. E ciò che è prezioso va protetto”. L’opera invita non soltanto a guardare, ma anche a toccare. L’occhio raffigurato nel murale può infatti essere esplorato con le mani, trasformando un messaggio sulla prevenzione visiva in un’esperienza accessibile anche alle persone cieche e ipovedenti. “Portiamo questo messaggio dentro la città per ricordare quanto sia preziosa la vista e quanto sia importante averne cura”, spiega l’artista. Un’immagine che richiama anche le parole di Mario Barbuto: “La vista non va semplicemente conservata, va custodita per tutta la vita. Come la perla rappresentata nel murale tattile che abbiamo realizzato”.
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L’8 ottobre controlli gratuiti in oltre 90 città
La Giornata mondiale della vista diventa così qualcosa di più di un invito a verificare quanti decimi abbiamo. È un’occasione per ricordare che vedere bene non significa necessariamente avere occhi sani e che molte patologie possono essere intercettate prima che provochino una perdita visiva importante. L’8 ottobre la Fondazione Iapb Italia promuove consulenze e controlli oculistici gratuiti in oltre 90 città italiane, con il supporto dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (qui l’elenco delle iniziative: www.giornatamondialedellavista.it). E forse proprio l’immagine della perla riassume meglio il messaggio di questa giornata: la vista è preziosa soprattutto finché la diamo per scontata. Per questo va protetta prima che inizi a mancare.
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