Il doc di tre ore sulla frode di Elizabeth Holmes sbanca il botteghino Usa e punta all’Oscar

Ci sono storie vere più incredibili di quelle di finzione. Talvolta diventano a loro volta fiction e talvolta riescono ad avere successo anche attraverso il racconto documentaristico. Il film di tre ore You Can See Everything prodotto da A24 in due weekend di programmazione ha incassato oltre 45 milioni di dollari. Il film ricostruisce la vicenda di Elizabeth Holmes ed è proiettata in 2.655 sale nel suo secondo weekend di uscita negli Usa. Molti esperti lo danno già nella notte degli Oscar.

Elizabeth Holmes era una giovane studentessa di Harvard che nel 2003 mollò gli studi di ingegneria chimica per fondare Theranos, una società basata su un macchinario e una app che permetteva esami clinici accurati con una piccolissima quantità di sangue. L’idea veniva dal desiderio di democratizzare la sanità americana rendendo più semplici e meno costosi alcuni esami, ma anche dal suo terrore per aghi e siringhe. Nel giro di un paio di anni, grazie anche alle conoscenze familiari (il padre era vicepresidente della Enron, la madre era assistente parlamentare al servizio di Charlie Wilson) è arrivata a trasformare Theranos in una società del valore di 9 miliardi di dollari (la metà era sua) con oltre 400 milioni in capitale di rischio. Alcune inchieste giornalistiche hanno svelato che molti dei risultati erano stati falsati, che la app non funzionava e che se il sistema fosse stato immesso sul mercato avrebbe messo a rischio la salute di milioni di americani. Dallo scandalo è scaturita una causa che nel novembre del 2022 ha portato alla condanna a 11 anni e 3 mesi di carcere per Holmes.

Secondo Variety il film diretto dal comico Nathan Fielder e dal documentarista Lance Oppenheim (che ha appena debuttato con il cinema di finzione con Primetime) è “un circo psicodrammatico unico nel suo genere, che fonde i codici del reality televisivo con l’atmosfera di un film basato sulla semplice frequentazione tra persone. Eppure, l’opera è animata da un autentico spirito di indagine, sospinto dalla personalità caustica e interrogativa di Fielder (che, nel ruolo di intervistatore, sfoggia un’impassibilità assoluta, degna di Steven Wright), e finisce per catturarti completamente”.

Nel 2023, trentaquattro giorni prima dell’ingresso in carcere di Holmes, i registi hanno portato una troupe cinematografica nella casa sulla spiaggia a Del Mar dove lei viveva con il suo compagno, Billy Evans, erede di una catena alberghiera californiana, e i loro due figli. Fielder era lì per trascorrere del tempo con lei, osservarla e intervistarla, cercando di entrare nella sua mente. La prima parte del film si conclude con Holems che entra in una prigione federale texana.

Questa storia è stata già raccontata nella serie con protagonista Amanda Seyfried The dropoutdel 2022 quando le vicende di Holmes non erano ancora arrivate alla conclusione con la condanna e il successivo ingresso in carcere. Per quella serie Seyfried ha vinto un Emmy e un Golden Globe e, ciò che è il vero colpo di scena nel film e secondo i critici americani il suo punto di forza, è che nella seconda parte del film l’attrice di Mamma mia e The housemaid ritorna anche nel documentario per raccontare le interazioni tra Fielder e Holmes incarnandola come fosse un personaggio. Secondo molti osservatore americani You Can See Everything potrebbe essere il primo documentario a ottenere una candidatura come miglior film agli Oscar. E Amanda Seyfried potrebbe essere candidata all’Oscar.

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