Stagni bioingegnerizzati: al via “Sol Water” per la gestione sostenibile dell’acqua

Stagni bioingegnerizzati con sistemi di filtraggio dell’acqua piovana, alimentati da pannelli solari, pensati per consentire a 20 mila persone delle tribù del Benin, in Africa, l’accesso all’acqua potabile. È un obiettivo ambizioso quello di SolWater, il primo progetto nato dal percorso educativo della no profit italiana Smily Academy, vincitore del bando “Youth4Climate” dell’Agenzia ONU United Nations Development Programme (UNDP Rome). Un’iniziativa che formerà inoltre piu? di cinquanta giovani e donne locali per la gestione autonoma della soluzione idrica, promuovendo cosi? autonomia e sostenibilita? nel tempo. Questo perché in Benin, come in molte altre regioni, la raccolta dell’acqua e? un compito che grava principalmente su donne e ragazze. Secondo la Banca Mondiale (2022), nel 90% delle famiglie rurali sono proprio le donne a occuparsi di questa attivita?, esponendosi a rischi sanitari, limitazioni educative e pericoli legati alla sicurezza personale. “SolWater incarna perfettamente lo spirito della nostra Academy: creare alleanze per il trasferimento di conoscenze, competenze e saggezza indigena tra Paesi, come in questo caso India, Africa ed Europa. – dichiarano Claudia Laricchia, presidente Smily Academy, e Rituraj Phukan, co-fondatore e presidente del Forum – Il nostro obiettivo e? sviluppare soluzioni concrete e sostenibili per affrontare sfide vitali come l’accesso all’acqua pulita in contesti vulnerabili. In un mondo che sembra dividere sempre piu? le persone, polverizzando la diversita?, noi proseguiamo nella direzione esattamente contraria e scegliamo il dialogo, lo scambio e la cooperazione”.

SolWater integra tecniche indigene di gestione e conservazione dell’acqua con sistemi di filtraggio basati sulla natura, provenienti specificatamente dalla comunita? indigena di Haryana, nel Nord India: raccolta dell’acqua piovana, irrigazione di precisione e riciclaggio decentralizzato, per ridurre lo spreco e garantire l’utilizzo efficiente delle risorse idriche. Il sistema si basa sull’uso dei “Johads”, stagni bioingegnerizzati che riforniscono le falde acquifere e supportano la biodiversita?, con manutenzione minima e durata pluridecennale. La conservazione dell’acqua e? garantita da sistemi di filtrazione avanzata alimentati a energia solare, con purificazione a piu? stadi (sedimenti, carbone attivo, UV/RO) che riducono, peraltro, la dipendenza dai combustibili fossili, i costi e le emissioni di gas serra. Questa soluzione, mai applicata prima in Benin e rara a livello globale, rappresenta un modello replicabile per altre aree vulnerabili.

Il Benin e? infatti tra i Paesi piu? colpiti dalla crisi climatica: alterna siccita? estreme a inondazioni devastanti e, pur contribuendo solo per lo 0,05% alle emissioni globali di gas serra, subisce in modo sproporzionato gli effetti del cambiamento climatico. La carenza di acqua potabile e? una delle principali cause di mortalita? infantile: per via delle fonti superficiali e sotterranee contaminate, il 43% della popolazione rurale non ha accesso a fonti sicure, con gravi conseguenze sanitarie legate alla diffusione di malattie come colera e dissenteria. “Investire in soluzioni sostenibili per l’accesso all’acqua significa investire nel futuro delle donne e delle comunita?”, aggiunge Valentina Parenti, presidente di GammaDonna. “Siamo orgogliosi di sostenere SolWater, un esempio concreto di come l’innovazione imprenditoriale possa generare impatto sociale e responsabilita? condivisa, creando soluzioni scalabili e replicabili. Sostenere progetti come questo significa favorire un cambiamento sistemico che mette al centro sostenibilita?, autonomia e sviluppo inclusivo”.

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