Pesticidi e biocidi, l’Europa vuole semplificare le regole. Mettendo a rischio la nostra salute

Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato “Omnibus X”, un pacchetto che modifica 14 leggi europee sulla sicurezza di cibo e mangimi in un colpo solo: il decimo di una serie di pacchetti “di semplificazione” lanciati dopo che, a febbraio 2025, i leader europei hanno chiesto di ridurre la burocrazia. Dietro l’etichetta rassicurante si nasconde un rischio concreto di deregolamentazione, soprattutto per pesticidi e biocidi. I due termini non sono sinonimi: i pesticidi (fitofarmaci) sono usati in agricoltura contro insetti, funghi ed erbe infestanti; i biocidi hanno un campo d’uso più ampio e comprendono anche disinfettanti, insetticidi domestici e industriali, conservanti. Sono regolati da normative distinte, ma condividono la stessa logica di autorizzazione periodica oggi messa in discussione.

Da emergenza a normalità

Negli ultimi anni l’UE ha imparato a semplificare rapidamente le leggi per rispondere a crisi come la pandemia o la guerra in Ucraina, saltando spesso la procedura legislativa normale. Il rischio è che questa scorciatoia diventi la prassi: non più un’eccezione per l’urgenza, ma un modo per aggirare stabilmente le regole che tengono in equilibrio i poteri dell’Unione.

Una proroga approvata prima ancora di valutarne gli effetti

L’11 maggio 2026 il Consiglio UE ha approvato il regolamento (UE) 2026/1165, che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 allungando fino al 31 dicembre 2030 la protezione dei dati sui principi attivi dei biocidi in revisione: le aziende che finanziano gli studi tossicologici avranno più tempo prima che i concorrenti possano usarli gratuitamente (“free-riding”), inclusi gli studi sugli interferenti endocrini. La proroga è passata con procedura d’urgenza, ma la valutazione completa del regolamento è prevista solo per il 2026-2027, dopo l’approvazione. È come rinnovare la patente a qualcuno prima di controllare se guida bene.

Un meccanismo che riduce il controllo democratico

Il modo in cui l’UE scrive le leggi prevede tre attori: la Commissione propone i testi, mentre Parlamento europeo e Consiglio li esaminano, modificano e approvano insieme, alla pari — è la procedura di co-decisione, il sistema di pesi e contrappesi dell’Unione. Il problema degli “Omnibus” è che mettono insieme, in un unico pacchetto, modifiche a settori molto diversi — mucca pazza, pesticidi, additivi per mangimi, biocidi — costringendo il Parlamento a votare tutto o niente, senza poter correggere le singole parti. Il giurista Alberto Alemanno osserva che il metodo scelto finisce per smontare il normale processo democratico. La Commissione ha inoltre ridotto i tempi di consultazione pubblica — in un caso meno di 24 ore, durante un weekend — e ha proposto le modifiche sui biocidi senza una valutazione d’impatto completa.

Autorizzazioni “per sempre”: a chi conviene

Il punto più delicato è l’idea di estendere, a volte senza limiti di tempo, l’autorizzazione di pesticidi e biocidi che oggi vanno ricontrollati ogni 10-15 anni. Il 2 settembre 2026, durante un’audizione pubblica congiunta delle commissioni ENVI e AGRI del Parlamento europeo, un rappresentante ceco ha giustificato le autorizzazioni illimitate citando i ritardi nelle valutazioni, senza dire che spesso dipendono da documentazione incompleta presentata dalle aziende stesse. In una lettera a dicembre 2025, 203 esperti hanno avvertito che eliminare le scadenze significa prolungare la protezione commerciale dei dati e rallentare la revisione delle sostanze, col rischio che l’Europa non recepisca in tempo nuove scoperte sui rischi. L’eurodeputata Tilly Metz ha segnalato che l’audizione è stata dominata da richieste di continuare a usare pesticidi tossici — un paradosso, perché è proprio l’uso intensivo ad aumentare la resistenza dei parassiti. Il tavolo era sbilanciato: un solo esperto di ecotossicologia, nessuno di salute umana.

Un mondo instabile, controlli più deboli

Il processo si inserisce in un momento globale fragile – più scambi commerciali, nuove zoonosi, tensioni internazionali, cambiamento climatico – mentre far rispettare le regole resta compito quasi esclusivo dei singoli Stati, con il rischio di 27 modi diversi di applicarle.

I numeri della salute: avvelenamenti, tumori, malattie neurologiche

Uno studio 2026 su 139 Paesi stima tra 402 e 433 milioni i casi di avvelenamento acuto da pesticidi ogni anno tra i lavoratori agricoli, con circa 11.000 morti l’anno; il consumo globale è raddoppiato dal 1990, a 3,8 milioni di tonnellate nel 2023. Una meta-analisi su 52 studi trova un aumento del 13% del rischio di tumore cerebrale tra chi lavora in agricoltura (oltre il 20% con esposizione diretta documentata), e altri studi riportano un +24% di tumore alla prostata tra gli applicatori professionali. In Italia, studi su oltre quarant’anni (1965-2009) collegano l’agricoltura a tumori della pelle, del colon-retto e della mammella. In Francia, Germania e Italia il Parkinson è riconosciuto malattia professionale agricola: alcune classi di pesticidi colpiscono i neuroni che producono dopamina.

I numeri dell’ambiente: insetti, farfalle, impollinatori

Un’analisi del 2019 stima che il 41% delle specie di insetti sia in calo, con i pesticidi tra le cause principali. In Inghilterra le farfalle comuni nei terreni agricoli sono diminuite del 58% tra il 2000 e il 2009; i neonicotinoidi risultano collegati negativamente a 15 specie su 17 monitorate. Secondo l’Ipbes, circa il 35% della produzione alimentare mondiale dipende dall’impollinazione animale, per un valore economico stimato in 190 miliardi di dollari l’anno.

Esistono alternative, ma sono sottofinanziate

Una revisione 2026 di oltre 200 studi mostra che la gestione integrata dei parassiti (IPM) riduce l’uso di pesticidi chimici del 40-70%, con rese agricole in aumento del 10-35%. Investire su questi strumenti e sul biocontrollo a basso rischio sarebbe un’alternativa concreta alle autorizzazioni senza fine. Se la “semplificazione” esclude scienza e cittadini dalle decisioni, la Commissione rischia di indebolire trasparenza e partecipazione, due pilastri della democrazia europea.

Cosa succede ora

La comunità scientifica ha forti riserve sulla capacità di Omnibus X di semplificare senza compromettere sicurezza sanitaria e ambientale. La proroga sui biocidi è già approvata, ma la valutazione completa del regolamento, prevista per il 2026-2027, resta una finestra per correggere la rotta. Il Parlamento si prepara a un voto decisivo in commissione, provvisoriamente fissato per il 5 ottobre: quasi 1.500 emendamenti sono stati depositati per correggere una proposta che molti descrivono come sbilanciata a favore della deregolamentazione industriale.

* l’autore è medico veterinario al Dipartimento di prevenzione della salute della Asl di Pescara

Condividi questo contenuto: